L’ex centrocampista rossoblù Michele Fini, oggi allenatore del Latte Dolce (Serie D, girone G), è stato intervistato dalla sezione sportiva del portale Virgilio. Ha ripercorso alcune tappe fondamentali della sua carriera, soffermandosi soprattutto sull’esperienza vissuta con il Cagliari: squadra con cui nel 2007 ha realizzato il sogno coltivato fin da bambino.
“Non è stato semplice arrivarci – ha raccontato – ma sono felice e orgoglioso di esserci riuscito negli ultimi anni da calciatore. Sono stati anni importanti che mi hanno consacrato definitivamente”.
🗝️ Il cambiamento con Ballardini
Un passaggio chiave della sua carriera è stato il cambio di ruolo deciso da Davide Ballardini, che lo ha spostato da esterno di fascia a mezzala: una scelta che si è rivelata decisiva. “Devo tanto a lui, probabilmente mi ha allungato la carriera. Grazie a quel cambio sono riuscito a tirare fuori il meglio di me”.
🥇 Il ruolo di Allegri
Successivamente arrivò anche Massimiliano Allegri, che già allora mostrava le qualità che lo avrebbero portato a diventare uno degli allenatori più importanti del calcio italiano. “Per me è il migliore sul piano umano – ha spiegato Fini – perché sa costruire un gruppo unito. Nessuno si lamentava per il poco spazio, neppure chi giocava meno. Ti fa sentire importante e riesce a ottenere il massimo da ogni giocatore. È un insegnamento che oggi provo a portare con me nel mio lavoro da allenatore”.
♾️ Ricordando Davide
Tra i compagni più importanti di quell’esperienza al Cagliari, Fini ha voluto ricordare con grande emozione Davide Astori, scomparso prematuramente nel 2018.
“Era un ragazzo splendido, un grande uomo e un professionista esemplare. Non ha mai sbagliato un atteggiamento e si è sempre comportato in maniera impeccabile”.
La notizia della sua morte fu uno shock per tutto il mondo del calcio. “Fu una mazzata tremenda. Quel giorno avremmo dovuto giocare a Marassi contro il Genoa. Nello spogliatoio del Cagliari avevo il posto accanto al suo, potete immaginare quanto sia stato grande il dolore”.
👥 Le similitudini con Palestra
Guardando invece al Cagliari attuale, Fini ha parlato di Marco Palestra, giovane calciatore che per certe caratteristiche e posizione in campo è stato accostato proprio a lui.
“È un giocatore di altissimo livello, con qualità fisiche e tecniche molto importanti. Ha un motore impressionante e viaggia a una velocità doppia”.
Sul paragone con il suo modo di giocare, Fini ha risposto con sincerità: “Se gli somiglio? Probabilmente io avevo più qualità tecnica, mentre lui è più veloce e ha più gamba. Diciamo che ci compensiamo”.
🔴🔵 Gli anni con Cellino
Infine l’ex centrocampista ha parlato del rapporto con Massimo Cellino, presidente che ha segnato una lunga parte della sua carriera, prima al Cagliari e poi al Brescia, dove Fini ha lavorato anche come vice-allenatore di Diego López.
“L’ho conosciuto molto bene. È una persona sanguigna, molto schietta e soprattutto un grande conoscitore di calcio. Ha un occhio incredibile per riconoscere subito un vero talento”.
Fini ha poi sottolineato il rispetto dovuto a Cellino per il contributo dato al calcio italiano: “Per quello che ha fatto nel mondo del calcio va rispettato. Non entro in certe questioni, ma a Brescia, per esempio, ha realizzato un centro sportivo all’avanguardia: una struttura davvero importante”.


