Al termine della partita di Pisa, Leonardo Pavoletti ha commentato con sincerità la sconfitta del Cagliari, ammettendo che la squadra ha subito una battuta d’arresto pesante. L’attaccante ha spiegato che il suo gol purtroppo “conta zero”, perché ciò che rimane è la prestazione complessiva della squadra.
Il paradosso dell’inferiorità numerica
Ha riconosciuto i meriti degli avversari, sottolineando che il Pisa ha dato l’impressione di essere sempre superiore, “come se fossero loro in undici e noi in dieci”. Nonostante questo, Pavoletti ha ribadito la fiducia nel gruppo, definendolo resiliente e convinto che saprà uscire da questo momento difficile. Ma resta un dato di fatto che il Cagliari sia rimasto in superiorità numerica negli ultimi 8 minuti (più 6 di recupero) nel primo tempo e fino all’81: ovvero un totale di 50 minuti intercorsi tra l’espulsione di Durosinmi e quella di Obert. Una condizione di vantaggio che è passata inosservata.
“Una bella batosta“
Secondo il capitano rossoblù, la squadra ha avuto difficoltà fin dall’inizio, mostrando un approccio timoroso alla partita. L’espulsione subita dagli avversari avrebbe potuto cambiare l’inerzia del match e dare una spinta in più al Cagliari, ma la squadra non è riuscita a sfruttare l’occasione. Per questo Pavoletti ha parlato apertamente di “una bella batosta. Ma ci rialzeremo”, sottolineando però che proprio da sconfitte come questa bisogna ripartire per migliorare.
Le difficoltà offensive
Analizzando gli aspetti tattici della gara, l’attaccante ha evidenziato come i problemi offensivi non riguardino soltanto gli attaccanti ma tutta la squadra. Nel primo tempo il Cagliari non è riuscito a trovare le giuste misure di gioco e ha insistito troppo centralmente, dove il Pisa era molto forte e chiudeva ogni spazio. A suo avviso sarebbe stato più utile sviluppare maggiormente il gioco sugli esterni per allargare la difesa avversaria e poi colpire dentro l’area. Nel secondo tempo qualcosa è migliorato, ma Pavoletti ha sottolineato l’importanza di saper cambiare piano partita quando quello iniziale non funziona.
La tensione pre gara
Infine ha raccontato anche l’aspetto emotivo con cui vive il calcio: tensione, ansia e adrenalina fanno parte del suo modo di preparare le partite, tanto che la notte prima della gara ha dormito soltanto quattro ore. Nonostante qualche errore durante la partita, ha spiegato di aver sentito fin da subito che avrebbe segnato quando è arrivato il pallone sul colpo di testa di Dossena, una di quelle sensazioni che, come ha detto lui stesso, “non si spiegano”.



Sei proprio livornese…….
Speriamo siano parole sante ♥️
E c’è poco tempo e poche partite e sempre le solite frasi, non era meglio vincere li?
Vergogna
Per l’amor di Dio basta, falla finita, avrai anche segnato ma per favore basta, ci vogliono facce nuove a iniziare dal proprietario, siete sempre più insopportabili e deprimenti, fate allontanare la gente dal Cagliari.
Fai una cosa ritirati se vuoi del bene al Cagliari, stai occupando un posto in attacco, ci poteva essere uno con più corsa e tecnica
eya daglieli tu i soldi e si ritira
Non si può giocare tutto un campionato senza un attaccante, Kilicsoy inguardabile!!.
Ritirati fai meglio Pavoletti
Bosogna imitare i tifosi della Lazio…stadio vuoto!!!!!!!!!!
Ieri sono tornati allo stadio era pieno casomai citerei il Torino
Pavoletti…abbi la decenza di ritirarti dal calcio giocato, perché (calcisticamente) fai schifo. Vuoi bene al Cagliari e a Cagliari? vattene