La Sampdoria di Vialli e Mancini (e non solo loro) ha fatto la storia vincendo uno storico Scudetto il 19 maggio 1991. L’anno successivo si giocò la Champions nella finale con il Barcellona. In quel periodo era squadra forte con una società forte con il compianto Mantovani. Oggi è blucerchiati sono nel baratro e in primis non lo meritano i tifosi. Con la sconfitta subita ieri sera a Venezia per 3-1, i liguri sono ultimi da soli. Il dato degli ultimi anni certifica una crisi importante: 9 vittorie in 50 gare di Serie B (ai quali vanno aggiunti i due nei play-out con la Salernitana disputati dopo un ripescaggio dalla retrocessione in Serie C sul campo) con sei allenatori che si sono succeduti in panchina. Numeri che ovviamente mettono i brividi, perché la luce in fondo al tunnel non si vede 8come scrivono i colleghi di Genova Today) e la squadra non sembra essere riuscita a invertire la tendenza nemmeno con la cura Gregucci-Foti in atto.
La rosa è costruita male, manca una punta, i nuovi acquisti sono stati quasi tutti dei flop, a partire dai ‘colpi’ Barak e Ferri, passando per oggetti misteriosi come Narro, Coucke e Coubis, poi c’è Çuni attaccante da tre goal in due stagioni e mezza. Si salvano Hadzikadunic e Pafundi (sperando torni presto), a tratti anche Cherubini ed Henderson, ma tanti interpreti sono gli stessi come Bellemo, Depaoli, Venuti, Benedetti, Ioannou giocatori che non si sono ricoperti di gloria e che forse avrebbero bisogno di cambiare aria. La sensazione è che serva una rivoluzione a gennaio, ma il mercato di riparazione è ancora lontanissimo, e il gap da playout (4 punti) e salvezza diretta (6) si sta allungando sempre di più.
LO SFOGO DI FOTI DOPO LA SCONFITTA DI IERI A VENEZIA




Per anni e anni hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità, hanno sprecato risorse in campagne acquisti importanti a debito, coperti anche dalla Federazione che faceva finta di non vedere, oggi che avrebbero necessità di competenza non possono permettersi economicamente esperti di mercato e sprofondano.
Sarebbe stato meglio dichiarare il fallimento un pò come ha fatto il Parma a suo tempo a quest’ora sarebbero in risalita e senza debiti.
La famiglia Mantovani ha pagato caro lo scudetto dei primi anni 90. Costretti a cedere, la società è andata sempre peggio prima con Garrone e poi con Ferrero. Forse a Genova basterebbe solo una squadra.