Cagliari, finora appena 75′ per Vinciguerra a Pescara

Pochi minuti in Serie B per Alessandro Vinciguerra: l’attaccante del Cagliari spera in una svolta nel 2026 con il Pescara.

L’avventura tra i professionisti di Alessandro Vinciguerra non sta seguendo, almeno per ora, il percorso immaginato alla vigilia della stagione. L’attaccante, di proprietà del Cagliari e legato al club rossoblù da un contratto fino al 30 giugno con opzione per altre due stagioni, sta vivendo a Pescara la sua prima esperienza tra i “grandi” nel campionato cadetto, ma con numeri e sensazioni ben lontani dalle aspettative iniziali.

Prospettive incoraggianti

Il classe 2005, nato a Napoli, era arrivato al mese di agosto con prospettive decisamente incoraggianti. Vinciguerra aveva infatti svolto l’intera preparazione estiva con il gruppo guidato da Fabio Pisacane, trovando regolarmente spazio nelle amichevoli precampionato e lasciando intravedere qualità e margini di crescita interessanti. In quel contesto, l’ipotesi di una sua permanenza in prima squadra per la Serie A 2025-26 non sembrava affatto irrealistica.

Un prestito finora amaro

Le scelte societarie e tecniche hanno però portato a uno scenario diverso. Con la legittima ambizione di poter accumulare minuti e fare esperienza, Vinciguerra ha accettato la sfida di Pescara, convinto di poter trovare continuità in un campionato competitivo come la Serie B. Una scelta condivisa anche dal Cagliari, che vedeva nel prestito un’occasione utile per testare il ragazzo in un contesto di alto livello, prima di una futura rivalutazione. La prima metà di stagione, tuttavia, ha raccontato un’altra storia. Lo spazio trovato dall’attaccante è stato estremamente ridotto, sia sotto la gestione di Vivarini che dopo l’avvicendamento in panchina con l’ex rossoblù Gorgone. I numeri parlano chiaro: appena 75 minuti complessivi in campo, a fronte di numerose panchine e di un ruolo marginale nelle rotazioni offensive della squadra abruzzese.

L’auspicio di un 2026 diverso

Una situazione che rappresenta una notizia poco incoraggiante non solo per il giocatore, ma anche per il Cagliari, che contava di ottenere indicazioni più concrete sul percorso di crescita del giovane. La mancanza di continuità rende infatti difficile valutare appieno il suo impatto e il suo reale livello di maturazione in un campionato impegnativo come quello cadetto. Dal punto di vista di Vinciguerra, il momento non è semplice. La prima esperienza tra i professionisti richiede tempo, pazienza e opportunità, elementi che finora sono venuti meno. Per un attaccante giovane, vivere una stagione fatta soprattutto di attese e allenamenti, senza la possibilità di misurarsi con il campo, rischia di rallentare un percorso che aveva mostrato segnali positivi nelle fasi iniziali.

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2 mesi fa

VINCINGUERRA NON È DA MENO DEL GIOVANE TREPYS

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2 mesi fa

Con 1,67 di altezza ma ndo vai…?

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2 mesi fa

Ma non era un fenomeno…? Ragazzi, con il fisico che si ritrova, o sei un fenomeno o tra i professionisti non giochi…c’é poco da fare…

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2 mesi fa

Dove sono quelli che lo volevano titolare nel Cagliari dopo un buon campionato con la primavera???

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2 mesi fa

Sembra abbastanza fuori contesto per la categoria. Paga il gap fisico e la situazione di classifica attuale del Pescara. Ha bisogno di giocare, meglio in C. 👋

Brotzu
Brotzu
2 mesi fa

Magari non è così forte?

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2 mesi fa

😂😂 è scarso

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2 mesi fa

Nn sciu itta tottu fiara Vinciguerra…

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2 mesi fa

Come ha già scritto qualcuno nemmeno Barella giocava in B con il Como, per non parlare di Cossu, in panchina in serie c con il Verona. Desogus che fine ha fatto??

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2 mesi fa

C’è poco da stupirsi, i giocatori giovani devono fare la gavetta. Se è buono crescerà, se non lo è finirà nelle categorie inferiori, non è il primo caso (vedasi Kourfalidis che per molti era forte). Mi stupiva invece chi lo vedeva subito già titolare al Cagliari in serie A. Ci vuole prudenza nei giudizi.

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