La canzone di De Gregori ce la ricordiamo tutti. E proprio da “Nino” partiamo per analizzare la prova di Zito Luvumbo contro il Napoli, ancora una volta al di sotto delle attese e macchiata dal rigore sbagliato che ha condannato il Cagliari all’eliminazione.
Zito non aver paura
Iniziamo dalla fine, ovvero da quel tiro dagli undici metri che ha mandato a casa il Cagliari in Coppa Italia. I rigori sono una lotteria, lo sanno tutti, e anche i migliori sbagliano. De Gregori diceva che “non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”, e in parte ha ragione. In parte, appunto, perché Luvumbo ha nel tiro in porta uno dei suoi punti deboli. L’angolano ha grande forza nelle gambe, ma non è mai riuscito a sviluppare freddezza e precisione nei tiri in porta, ed è questo uno dei motivi che lo portano ad avere uno score molto basso in carriera. Quante volte Zito si libera in maniera funambolica e poi sbaglia o la scelta o la conclusione? Molto spesso. E il rigore, accompagnato da una pessima rincorsa, è il riassunto del suo più grande limite.
Coraggio e altruismo
Torniamo però ai tempi regolamentari e alla gara disputata da Luvumbo. Pisacane gli ha concesso 94 minuti di gioco e molti sui social lo hanno criticato per la prestazione. In realtà Zito ha fatto un ottimo secondo tempo, grazie soprattutto agli ingressi di Borrelli e soprattutto di Esposito che hanno permesso al Cagliari di salire, dopo 50 minuti schiacciati nella propria metà campo. E proprio quella prima frazione ha in gran parte influenzato il giudizio dei tifosi. Luvumbo in sostanza ha giocato da terzino aggiunto per quasi un’ora, dove non ha mostrato le sue qualità migliori ma ha aiutato tantissimo in fase di non possesso. Insomma, tornando a De Gregori, “coraggio” e “altruismo” non sono mancati.
Fantasia
Dopo i cambi, Luvumbo si è alzato almeno di una ventina di metri, riuscendo anche in qualche strappo dei suoi. L’angolano però non è riuscito a pungere, ma il suo apporto offensivo nella ripresa è migliorato tanto e la sua prestazione è cresciuta col passare dei minuti. Ad aiutarlo anche l’assetto d’assalto del Napoli, con Conte che ha messo dentro tutto l’arsenale offensivo, sbilanciandosi un po’ e concedendo più spazio all’attaccante rossoblù per i suoi strappi. Sul capitolo “fantasia” si poteva fare decisamente meglio, ma anche contro il Napoli ha dimostrato la sua abilità nello sfruttare ogni metro concesso dall’avversario.
Il ragazzo si farà
Il bilancio definitivo è quello di una prova forse non sufficiente, ma non gravemente insufficiente come in tanti sui social vorrebbero far intendere. Ricordiamoci che il Cagliari aveva davanti i campioni d’Italia in carica e che nel primo tempo Zito ha speso tanto per difendere, mentre nel secondo ha avuto le energie per aiutare la squadra ad alzare il baricentro. Il rigore evidenzia solo i suoi più grandi limiti, ovvero concentrazione e tecnica di tiro. A 23 anni Zito deve svoltare su questi aspetti: che sia di lezione per lui, ma non crocifiggiamolo.



Ora che mancherà Felici dovrà dimostrare di avere le palle.per salvarci altrimenti fuori dalle.balle
No!
Anche grazie a lui abbiamo pareggiato coi primi un classifica a casa loro.
Quindi chi lo attacca non capisce una fava di calcio
Da cedere a gennaio
Zito è una eterna promessa, come tale morirà (sportivamente). Gioca come i ragazzini in piazzetta, tutta garra e zero controllo. Inadatto per la A.
E ora che il mister faccia giocare i giocatori nel proprio ruolo il cagliari e una scuadra confusa senza uno schema di gioco ogni partita e una sofferenza il mister cosi rovina i giocatori
La mia domanda invece è un’altra , veramente in Sardegna non c’è un giocatore più forte di Luvumbo , Di Pardo , Idrissi , Antoni Franke , Obert , Liteta , Sulev , Trepy , Kilicsoi , e non parlo della primavera , parlo di gente che milita in eccellenza e promozione , perché il livello è quello ! Abbiamo veramente bisogno di prendere Angolani o stranieri in genere per vedere il livello che abbiamo tutti sotto gli occhi ??? E sono sicuro che alcuni nomi che ho citato in quella breve lista molti non sanno nemmeno che fanno parte… Leggi il resto »
La colpa per il rigore sbagliato non è tanto di Luvumbo ( certo anche sua perché da un calciatore che giuoca in A ci si aspetta maggiore qualità, determinazione nel calciarlo) ma soprattutto di Pisacane, che oltre a tutte le sue mancanze come allenatore che conosciamo per le quali andrebbe immediatamente esonerato, ha dimostrato ancora una volta la propria insipienza ed inesperienza, dimostrando di non conoscere i calciatori a disposizione e non capendo il momento topico della partita.
Luvumbo ha tirato infatti il decimo rigore, dopo di lui restava Caprile. Evidente che non se la sentisse, e infatti è andata come è andata…
Ha giocato da terzino che non a mai fatto in carriera secondo il mio punto di vista la fatto bene
Ieri non mi è piaciuto per niente, non ha mai provato a salvare l’uomo, sé è forse una delle poche cose che sa fare bene e manco ci prova , ti girano un po’!!
Tutti a criticare un ragazzo che conosciamo sin dai tempi della primavera.. sicuramente ha delle doti e forse ha più limiti delle stesse.. però non crocifiggiamol perché ha sbagliato il rigore forse decisivo per vincere una lotteria. .. I più che hanno giocato ieri avevano una responsabilità doppia.. dovuta al fatto che ieri, al cospetto di una squadra che lotta su tutti i fronti, dovevano dare e dimostrare , fare qualcosa in più..tutto in una gara…non è il modo per inserire chi non ha avuto spazio fino ad oggi… Luvumbo è inserito in quella rosa di giocatori del Cagliari che… Leggi il resto »