La Fiorentina incassa un’altra delusione europea. Al Franchi la squadra di Vanoli cade contro l’AEK Atene, rimediando la seconda sconfitta nella fase a gironi di Conference League. Un passo indietro evidente sul piano del gioco, dell’intensità e della solidità mentale: i viola appaiono scarichi, poco lucidi e incapaci di trovare un’identità in una serata che ha messo in luce limiti già emersi nelle ultime uscite.
Viola spenti
La gara racconta di una Fiorentina incapace di accelerare, di pressare con continuità o di creare veri pericoli. Il fraseggio è lento, i reparti sfilacciati e la condizione atletica sembra lontana dagli standard richiesti per una competizione europea.
Le assenze non bastano a giustificare un rendimento così al di sotto delle aspettative, soprattutto in casa, dove il Franchi si aspetta sempre una risposta d’orgoglio.
Marin leader dell’AEK: bella prestazione per l’ex Cagliari
A fare la differenza è stato proprio l’AEK, più organizzato e mentalmente più presente in ogni duello. Tra i protagonisti ha spiccato Razvan Marin, ex centrocampista del Cagliari.
Schierato da vertice basso davanti alla difesa, il romeno ha dato ordine, tempi di gioco e continuità alla manovra, risultando uno dei migliori in campo. Una prestazione che conferma la sua crescita e la capacità di guidare una squadra giovane ma ben strutturata.



Marin ha sempre fatto molto bene in nazionale mentre da noi le prestazioni erano sempre sottotono, a dimostrazione del fatto che il Cagliari è stato incapace di farlo esprimere al meglio. Tutto demerito di quel gran genio di Nicola che viene osannato in questi giorni come il Messia di Cremona. Lo stesso Messia che ha concesso 0 minuti a Kingstone l’anno scorso, proprio quel Kingstone che sta facendo sfracelli in Austria quest’anno. Insomma il Cagliari è sì una squadra di giocatori non eccelsi, ma se poi non li mettiamo neppure nelle condizioni di esprimere al massimo il loro potenziale, ci… Leggi il resto »
Certo che se lo di faceva giocare in una posizione non sua e a pezzi di partita . Ringraziamo quell’incapace di Nicola se è voluto andare via
E’ voluto andare via perché qui non lo facevano giocare, persino umiliandolo con la titolarità di un bidone del calibro di Deiola. La verità è che Giulini voleva liberarsi di certi ingaggi e ha fatto in modo che accettasse qualsiasi destinazione. Lo ha fatto anche con altri. Era arrivato persino a ordinare la retrocessione pur di liberarsi di ingaggi che non poteva permettersi. La vergognosa partita di Venezia, con la Salernitana che perdeva in casa 4-0, dice tutto di quest’uomo.
Addirittura ha ordinato la retrocessione. Boh! meno male che ci vengo poco qua dentro, siete messi male male.
RISPETTO PER DEIOLA!!!❤💙
Non mi stupisce affatto. Noi abbiamo preferito far giocare Deiola e chi sa di calcio ha valorizzato uno dei migliori centrocampisti che sia mai passato da Cagliari. Oggi ci troviamo più o meno nelle stesse condizioni.
Meglio pratino 😁🤦🏻♂️
Giulini, I calciatori bravi non li vuole non so se per competenza, o prepotenza.
La cosa triste è che noi abbiamo mandato via Marin per tenere Prati…
Marin è un giocatore che se motivato mette in mostra le sue qualità,purtroppo nel Cagliari non ha trovato un allenatore che sapeva riconoscere le sue qualità tecniche .
Ma abbiamo prati hahahaha
Gei fiara mellusu de Prati