Francesco Repice è probabilmente la voce più celebre e apprezzata del calcio in Italia in questo momento. Radiocronista RAI e punto di riferimento dello storico programma Tutto il calcio minuto per minuto, è stato intervistato dal canale YouTube tematico My Turnover.
Una figura leggendaria
Poche personalità sportive nel nostro Paese hanno saputo suscitare ammirazione e rispetto come Gigi Riva. Il leggendario bomber del Cagliari e della Nazionale italiana – di cui proprio Repice è la voce dal 2014 per la radio di Stato – veniva percepito soprattutto dai più giovani come una divinità, irraggiungibile e le cui gesta venivano tramandate di padre in figlio. Il giornalista cosentino ha raccontato il “suo” Rombo di Tuono: il peso specifico, il carisma, la figura di un protagonista di primo piano non solo nel suo ambito, ma pure nell’immaginario collettivo.
Scena muta davanti al Mito
“Per chi fa parte della mia generazione, Gigi Riva non è stato soltanto un calciatore: era una divinità. Non sapevamo nemmeno se fosse vero, se fosse esistito. Lo incontrai per la prima volta in avvicinamento al Mondiale del 1998. Il collega Bruno Gentili mi disse che quel giorno non avrebbero parlato i calciatori con i giornalisti, ma Gigi Riva. Io mi trovavo sulla balaustra del campo A di Coverciano: vicino agli spogliatoi uscì lui. Cominciai a guardarlo e non mi uscì una sola parola di bocca. Donatella Scarnati, che si trovava vicina a me, mi guardava come a dirmi: ‘Parla!’. Tutto questo per spiegare che Riva fosse molto, molto più di un calciatore“.



Riva non si discute, ma stiamo scherzando !
Dai non esageriamo…. cosa vuol dire?
non si possono paragonare i suoi tempi 1960-70 ad oggi……, ma finiamola!
Gigi Riva è stato e sarà sempre il più forte attaccante del mondo. Chi non ha vissuto quei momenti, non può commentare.
Oggi, Riva con le difese attuali e con la sua classe, farebbe almeno, 40 goal ogni campionato…l
dai non esageriamo! non era certo ai livelli di Maradona, Ronaldino, Neymar, Messi, Ibrahimovic ed altri, se Riva era una divinità questi cosa dovrebbero essere ??
Riva non giocava di certo da solo ma il Cagliari aveva 9/11 della nazionale ed è una vergogna intitolare lo stadio soltanto a lui, sintomo dell’ignoranza estrema che contraddistingue la nostra misera epoca
Ma è uno scherzo? Capocannoniere della Nazionale e tre volte capocannoniere della serie A giocando nel Cagliari. Oltre alla scelta di vita unica che ha fatto. Non so cosa avrebbe dovuto fare di più
Veramente vuoi confrontare un calciatore degli anni sessanta con quelli di oggi? Soprattutto me lo accosti a Ibrahimovic, mr champions league?
Riconosco due bandiere nel mio Cagliari l’ irraggiungibile RIVA e CONTI tutti gli altri nobili comparse ❤️💙
Conti anche no, grazie.
Chapeau Repice.👏👏👏
Anche Repice nel suo ambito non scherza affatto, è un vero fuoriclasse. Riva lo condividiamo con tutti gli italiani che lo hanno amato e ammirato in Nazionale, come lui solo lui.