Il regista Riccardo Milani ha parlato sulle pagine de La Nuova Sardegna del legame che lo unisce all’Isola, un rapporto costruito nel tempo e reso ancora più intenso dalla figura di Gigi Riva, al quale nel 2022 ha dedicato il docufilm “Nel nostro cielo un rombo di tuono”. Un’opera che immortalò anche l’ultima apparizione pubblica di Riva, accolto da un lungo applauso nel Teatro Massimo di Cagliari gremito in ogni ordine di posto.
“La Sardegna è una terra per la quale non posso che avere rispetto e riconoscenza. Nei suoi confronti provo una forte gratitudine. Amo tutto di quest’isola: il territorio, le coste, le zone interne, gli esseri umani, le città, la storia, le antiche civiltà. Credo di avere trasporto e passione per il popolo sardo perché è come se fosse meno contaminato di altri. Certo, l’omologazione arriva anche qui, ma in qualche modo il senso di appartenenza preserva l’isola. Qui ho sempre la sensazione di essere a contatto con esseri umani“.
“Riva? Per tutti noi di quella generazione Gigi era motivo di grande fascino. Amavo lui, il suo talento, i suoi rifiuti. Mi manca moltissimo. Per lui ho provato un dolore che si prova quando viene a mancare una persona cara. Ma i buoni maestri rimangono. Tutto quello che ha fatto rimarrà per sempre. Gigi ha scritto una pagina di storia per tutti noi, per la Sardegna, per il Paese. L’isola, in qualche modo, è stata influenzata dalla sua storia. Mi manca tantissimo, anche stare in silenzio insieme a lui, con me che non tocco una sigaretta e lui che ne fumava una dietro l’altra”.


