Una pagina esaltante ma, con il senno di poi, carica di amarezza e nostalgia. Il 21 ottobre 1970 il Cagliari disputò l’andata del secondo turno in Coppa dei Campioni, al Sant’Elia, contro l’Atletico Madrid. 55 anni dall’ultima partita giocata in Sardegna per la più prestigiosa competizione europea per club, che in quel momento alimentò la grande illusione. Oltre 44.000 (secondo la UEFA, mentre i giornali dell’epoca parlarono di 55.000 presenti) gli spettatori quella sera nel nuovissimo impianto cagliaritano, per una partita impostata da subito sull’agonismo – talvolta eccessivo – da parte degli ospiti.
Protagonista in negativo il libero argentino dell’Atletico, Ovejero, che prende di mira Domenghini prima con un calcione e poi con un pugno al volto: l’arbitro cecoslovacco Krnavek fa finta di nulla. Poco prima dell’intervallo la sblocca Riva di testa e il cannoniere viene in seguito falciato malamente da Jayo: si scatena una rissa e gioco fermo per qualche minuto. Ristabilito un briciolo di calma, Gori raddoppia in diagonale nel recupero della prima frazione.

Diverse occasioni per i padroni di casa, soprattutto con Riva. E così, a 12 dalla fine, i madrileni ne approfittano per dimezzare lo svantaggio: Luís Aragonés, tanti anni più tardi ct della Spagna campione d’Europa, batte Albertosi su assist di Garate. Finisce 2-1 per gli uomini di Scopigno, in mezzo a tanti rimpianti. Ma, quella sera, nessuno avrebbe immaginato la piega negativa degli eventi per la squadra sarda. Per la gara di ritorno, non avrebbero avuto Riva fratturatosi in Nazionale a Vienna pochi giorni prima e il Cagliari, provato dalla grave perdita, sarebbe caduto sotto i colpi – quattro, a zero – dei biancorossi al Vicente Calderon.
(Fonte e foto: La Stampa, 22 ottobre 1970)



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Così come nella partita di andata anche in quella di ritorno l’arbitraggio penalizzò pesantemente la nostra squadra: sul risultato di 1-0 per i madrileni infatti, l’arbitro si inventò un calcio di rigore a favore degli spagnoli e in seguito alle vibranti proteste di Tomasini, contro il quale era stato fischiato il presunto fallo inesistente, espulse il nostro difensore; risultato: 2-0 per l’Atletico e Cagliari in 10 uomini contro 11. La partita alla fine terminò con il punteggio di 3-0.
Io c’ero passammo dal possibile 3 a 0 al 2 a 1. Il ritorno non fa testo senza Riva infortunatosi giorni prima con la nazionale. Come passa il tempo.
Ma Ve lo ricordate Bobo Gori. Con Riva si completava alla perfezione. Finta e controfinta in un fazzoletto di campo disorientato il marcatore. Era difficile marcarlo perché si spostava in tutta la zona d’attacco favorendo gli inserimenti di Riva.
Purtroppo il ritorno senza Riva era quasi scontato che finisse male, però io ricordo 3-0 e non 4-0 come è scritto nell’articolo.
Si anch’io. Fu 3 a 0.