Gianluca Hervatin, classe 1974 nato a Porto Torres, ha brevemente giocato come attaccante anche in Serie A: fu nella stagione 1992-93, proprio nel Parma che oggi affronta il Cagliari in campionato. CalcioCasteddu lo ha intervistato in esclusiva per voi: vi proponiamo il suo intervento che presenta il match dell’Unipol Domus.
Un parere sullo scontro salvezza tra Cagliari e Parma, che mette in palio dei punti che scottano in chiave salvezza: come vedi le sue squadre?
“Seguo maggiormente in Serie A le vicende del Cagliari e del Parma. Si tratta, parlando del campionato in corso, della ‘solita’ stagione per il Cagliari che ci fa un po’ soffrire come spesso accade. In rosa ci sono dei giocatori importanti, Nicola sta facendo il suo lavoro però rappresentano una costante i risultati altalenanti. Conosco il calcio e so che realtà come queste hanno difficoltà a trascorrere annate senza difficoltà. Sono comunque fiducioso per l’obiettivo rossoblù“.
Anche per il Parma non è stata una stagione di certo esaltante, di sicuro costruita per puntare a una maggiore tranquillità.
“Dal Parma c’era da aspettarsi qualcosa in più, la piazza vive un po’ di malcontento tra la tifoseria perché non pensava di soffrire così tanto. A Cagliari i ducali non potranno sbagliare. Match non decisivo, ma che potrebbe far scaturire – in caso di eventi negativi – delle decisioni importanti. Mi riferisco in particolare alla situazione della panchina, perché è risaputo che in caso di difficoltà e di pazienza terminata può pagare l’allenatore“.
Che tipo di match ti aspetti all’Unipol Domus?
“Mi aspetto che sia il Cagliari a fare la partita, anche se credo non si riveli una gara semplice e soprattutto di buona fattura a livello di gioco: troppo importante la posta in palio“.
Gianluca Hervatin oggi, dopo le esperienze in terra sarda come allenatore è ancora coinvolto dal calcio?
“Il calcio è stato la mia vita. Però sono del parere che in questo sport sia bello fare solo il calciatore. Sono rimasto molto deluso da colleghi allenatori e addetti ai lavori. Sono cresciute come funghi delle figure che con il mondo del calcio non dovrebbero avere nulla a che fare: ho preferito tirarmi indietro e ritagliarmi un altro lavoro. Mi fermo qui, perché direi solamente delle frasi cattive. Oggi gestisco il mio taxi e sono felice di non essere sceso a certi compromessi. Va bene così”.
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o forse non ce l’ha fatta come altri suoi colleghi e si è dovuto dedicare ad altro per forza maggiore. Anche Nicola avrebbe dovuto prendere il suo esempio, l’avrei visto bene come coreografo di danza classica…
Non conoscevo Hervatin ma le sue considerazioni mi sembrano sagge, preferisco ascoltare le opinioni di persone che non hanno nessun interesse perché libere.
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