C’è chi aspetta e chi invece perde la pazienza (a torto o ragione) e cambia tecnico. Come il Monza lunedì, che ha esonerato il suo allenatore Alessandro Nesta. Non dovendo cambiare una squadra intera, si opta sempre per la svolta in panchina. Cje non sempre va bene. Nel caso dell’ex Milan e Lazio da giocatore, la scelta è legittima ma lascia perplessi. Perchè il Monza, seppur ultimo, gioca bene e il tecnico ha spesso (per via degli infortuni Pessina su tutti) dovuto fare miracoli per allestire un undici che comunque in campo ha sempre giocato (mettendo spesso in difficoltà) l’avversaria di turno. Ora arriva Bocchetti, che avrà un compito arduo nel salvare la squadra dalla Serie B.
Obiettivo di Giampaolo al Lecce, subentrato a Gotti. La vittoria all’esordio a Venezia lo ha aiutato e, a parte i ko con Roma e Lazio, la sua media è da salvezza. Come quella della Roma, che fa specie a scriverlo, ma è la realtà. Da luglio a dicembre siamo già al terzo cambio in panchina. Prima (dopo il rinnovo) l’esonero a De Rossi, poi il periodo Juric (con una squadra non assemblata da lui) e adesso Ranieri, il quale dopo aver detto basta ad allenare una squadra di Club dopo aver salvato il Cagliari, è tornato sui suoi passi solo per ragioni di cuore a 63 anni. Sta cercando di porre rimedio ma non è facile neanche per uomo esperto come lui. A proposito di cambi quello Gilardino-Vieira non ha ancora un senso logico, secondo chi vi scrive.


