“Non ero pronto per il salto dalla Primavera alla prima squadra, ma mi dicevo che potevo starci. Non pensavo di poter diventare un giocatore dell’Inter o della Nazionale, un giorno: però ho sempre lavorato affinché succedesse“.
“La caratteristica più ‘sarda’ e ‘cagliaritana’ è di essere duro, tosto nelle idee e nel modo di essere. Il fatto di non ‘vendersi’, che forse non è la parola adatta. Io non mostro quello che non sono, io preferisco essere antipatico ma autentico. Sono onesto. Ci sono anche delle caratteristiche del mio modo di essere che non tutti concepiscono e che sto cercando di limare. Ma preferisco sbagliare che nascondermi“.
“Oggi sono cresciuto, ho più esperienza e cerco di essere meno impulsivo. Cerco di divertirmi di più, non sono più chiuso come prima. Non ho più voglia di vivere così, mi godo molto di più le fortune che ho. Anche in campo porto questo: prima volevo sempre dimostrare, ora posso anche mettermi da parte e non fare gol o assist ma aiutare i miei compagni“.
“Io sono arrivato dal Cagliari con una valutazione importante di mercato, ero il più pagato della storia dell’Inter prima dell’arrivo di Lukaku. Si erano create aspettative sul sottoscritto, ho scelto quel progetto perché ritenevo fosse la squadra migliore. Ero sereno, felice. Stavo lasciando casa, amici e parenti, allo stesso tempo felice di poter compiere uno step ulteriore nella carriera“.
“Sono sempre stato tifosissimo del Cagliari, il mio sogno era vestire quella maglia. Ho tanti parenti e amici che tifano Inter, quindi io ho gioito con loro per le tante vittorie. Per me l’Inter è sempre stata tra le grandi, ho sempre simpatizzato. Mi è sempre piaciuta la storia, i suoi colori… Quando vinceva ero contento come se avesse vinto il Cagliari. Per me Cagliari è il mio sangue, l’Inter è entrata nel mio cuore e nella mia vita. Avevo tante opportunità per andare via da Cagliari, più di un paio, erano squadre importante che non dirò mai. Molte mie scelte sono state dettate dal fatto che non potevo andare in certe squadre perché la rivalità tra tifoserie. La narrazione di quando sono andato via da Cagliari è stata distorta, mi spiace sia stata raccontata in maniera sbagliata“.
“Nel modo in cui interpretava la vita, nel regalarsi e non vendersi, Gigi Riva è stato il mio maestro. Ho stimato il giocatore, era un gigante. La sua immagine l’ha sempre tenuta per sé o data a chi voleva lui. Per questo è stato così amato a Cagliari, era il più sardo dei sardi“.



Tanto tra 5 anni vai in Arabia Saudita
Va bene! Lasciamo perdere.
Fatti la tua vita…per noi sarai sempre avversario…come è giusto.
Era molto legato a riva
Stai a Milano con i M.E.R.D.A.Z.Z.U.R.R.I e basta.
Per me sei un avversario.
Ma signori, un calciatore così bravo e rappresentativo della nostra bella Sardegna non credo debba essere criticato per le sue scelte professionali. Poi Gigi Riva era ed è un’ altra cosa, non si tocca e basta! Detto questo godiamoci il ns.gioellino quando gioca con la nazionale e lasciamo da parte altri sentimenti che non sono consoni alla nostra cultura. Orgogliosi di avere ancora un altro Sardo che tiene alta la nostra identità. Un caro saluto a tutti.
Hai perfettamente ragione!
Bravo Nicolò! Ho sempre ammirato il suo modo di interpretare il calcio.
Vesti la maglia che vuoi e fai il tifo per chi vuoi ma continua a giocare a calcio come sai.
Da amante del calcio e tifoso del Cagliari saprò sempre sportivamente applaudire chi a calcio sa giocare. Non serve fare paragoni, ognuno esprime le sue capacità e Nicolò Barella indubbiamente le ha!
Più dell’Inter su dinai
Il più forte calciatore Italiano degli ultimi 5 anni nato a Cagliari che potrebbe giocare nel Real e cosa mi tocca leggere.
Ah ah e figurati come è messo il calcio italiano…
Se siamo passati da Baggio-Totti-Maldini a Barella
Anche altri sardi hanno giocato per le grandi squadre del nostro campionato ma non sono stato mai oggetto di critiche così aspre come quelle che riceve Barella. Egli è uno trai migliori giocatori italiani in attività e gioca nell’Inter. Non è nol promo e non sarà l’ultimo. Da sardo sono contento che la mia terra abbia potuto produrre un Campione del suo livello, capace di innalzarsi ad alti la velocità nazionali ed internazionali . Mi auguro che in tanti seguano il suo esempio dingrand professionalità ed impegno. Ha lasciato il Cagliari? Per me ha fatto bene, il Cagliari non era… Leggi il resto »