Dal nostro inviato all’Unipol Domus
L’arrivo di Tommaso Giulini nella sala stampa dello stadio cagliaritano dopo la brutta serata rossoblù mette subito in allarme tutti. Generalmente, quando il presidente si reca ai microfoni accade perché la stretta attualità lo richiede: solo di rado per motivi positivi, lo ricorda la storia recente. Come di consueto in momenti del genere, Giulini si lascia andare dapprima a una disamina personale della situazione, poi risponde alle domande dei media.
C’è però un dettaglio che a nessuno sfugge: il massimo dirigente rossoblù si presenta con tratti del viso fin troppo distesi e un tono della voce basso. Pare stanco, amareggiato. Rassegnato è un termine eccessivo, però Giulini trasmette di sicuro disillusione. Dopo la sanguinosa retrocessione del 2022 aveva deciso di allontanarsi dai riflettori, prendendo la via di un lungo silenzio. Ieri notte lo ha fatto anche a livello dialettico, ripetendo più volte il concetto: “Può darsi che sia io il problema“.
Se dopo Cagliari-Lazio nello scorso campionato arrivò in sala stampa e si rese protagonista di un discorso-fiume carico di rabbia, richiamando la squadra alle proprie responsabilità dopo le dimissioni di Ranieri, stavolta i toni sono stati decisamente diversi. Molto più pacati, delusi. Il presidente durante il discorso ha scandito ciò che è accaduto durante il suo decennio di gestione, affermando per la prima volta che – forse – l’andamento negativo attuale possa dipendere da una passione affievolita, da energie inferiori al passato da trasferire alla squadra, dall’incapacità di trovare la chiave di volta per curare un Cagliari in difficoltà.
Il presidente ha commesso tanti errori, ne è conscio. Adoperandosi poi per recuperare, tra inciampi e risalite. Si augura di non aver sbagliato ancora e lo fa capire. Così come è sicuramente conscio del malcontento di una parte della tifoseria. Di sicuro, in questo momento l’unica cosa da fare è mettersi in discussione.
Parole che preparano il terreno per un disimpegno di Tommaso Giulini?
Forse. Però nella sua analisi ha sottolineato che tutti gli acquisti voluti da Davide Nicola e realizzati dal ds Bonato sono stati avallati da lui. Come dire: ho dato la mia fiducia. “Non desidero entrare nei ruoli altrui, però ho suggerito al Mister e al direttore che gradirei che la squadra andasse in ritiro, già da domani (oggi, ndr)”. Questo è pure un chiaro richiamo alle responsabilità, per chi ha avuto carta bianca nel costruire il post Ranieri e sta zoppicando vistosamente. Rosa costruita in maniera non adeguata? “Sarebbe ingeneroso dopo sole 5 partite fare queste considerazioni. Fra 3-4 mesi, nel caso, potrò farle“.
Come sempre avviene nel calcio, i risultati rappresentano l’unica cartolina di tornasole sulla bontà di un lavoro, di una strategia, di una serie di scelte. Tutti aspetti che sono giustamente messi all’indice da tifosi e addetti ai lavori.
Senza dimenticare un aspetto che viene sottolineato troppo poco: il Cagliari avrebbe dovuto godere di un inizio di stagione favorevole: 6 delle prime 7 gare ufficiali tra Serie A e Coppa Italia in casa. Mai accaduto prima. Mai accaduto prima, forse, che una squadra non ne approfittasse per mettere fieno in cascina.
Qualcosa non sta funzionando, nel “percorso” che sta tanto a cuore a Davide Nicola.



c’è stato uno che gli ha chiesto cosa potessero chiedergli per non vederlo amareggiato e non è la prima volta! micchineddu!
sono passati 10 anni ormai, diciamo che quando ha voluto spendere non è stato fortunato prendendo anche ottimi giocatori che però si sono rotti; adesso ha capito che così nn si andava da nessuna parte anzi si rischiava il fallimento e allora sta (in maniera lodevole) mantenendo la società sana, ma onestamente ci piacerebbe poter sognare…poter avere una squadra con giocatori forti e non sempre dover lottare per non retrocedere prendendo scoppole da tutti!! davvero troppe umiliazioni, basta!!!
L’ho già detto e lo ripeto, a tutti quelli che continuano a difendere questo personaggio perchè “tiene i conti a posto”.
Se Giulio ha i soldi giusto per tenere i conti a posto e non andare in rosso (il minimo indispensabile, non certo un’impresa sportiva) e non gliene restano per fare un calcio mercato decente, vuole dire che non può permettersi di mantenere una squadra di serie A.
Venda il Cagliari, e vada a prendersi la Pro Sesto, il suo livello come presidente è quello.
adesso vedremo se c è qualcuno che vuole il Cagliari….Giulini lo ha detto tra le righe, disposto a farsi da parte, vediamo questi pseudo tifosi che lo urlano sempre……non serve urlare …Giulini vattene! …..ci vogliono compratori, il resto fuffa
non ha detto e ne fatto capire che vuole vendere, secondo me il suo farsi da parte significa delegare un altro a rappresentare la società , ma non cambierebbe nulla se rimanesse proprietario , deciderebbe comunque tutto sempre lui
Infatti, come fece Cellino con Ghirardi, non cambierebbe nulla.
Giulini deve proprio andarsene, e se davvero tenesse al Cagliari (cosa dubbia) continuerebbe solamente a sponsorizzarlo.
Bisogna vedere quanto chiede per il Cagliari.
Anchè perchè dopo averlo svalutato in questi 10 anni non può certo pretende più di quanto lo pagò lui stesso da Cellino.
Per me quello si aspetta chissà quale cifra astronomica, e poi verrà a dirci di ringraziarlo perchè se non era per lui, nessuno lo avrebbe mai preso (le stesse balle che diceva Cellino)
Giulini vattene, Nicola segui Giulini….
Dal discorso di Giulini affiora la possibilità che stia pensando di lasciare, a sto punto la fila di acquirenti del Cagliari dovrebbe farsi viva per fare una proposta al presidente, quale occasione migliore ?
Vediamo quanti si presentano
Io mister Nicola lo lascerei al suo posto in panchina! Casomai sono altri che devono andarsene! Uno in particolare! sappiamo tutti chi è! Il problema del Cagliari e solo ed esclusivamente lui-giulius- padre padrone-spesa
Tu non sei il mio presidente.
Sei un grande ….
Da oggi sei primo in classifica….per andare in serie B
Sicuramente questa posizione il Cagliari la terrà per tutto il campionato con quella specie di pagliaccio in panchina e quei zombi che mette in campo spacciandoli per giocatori di serie A.
Presidente buffone
Un annuncio implicito di vendere la società. Ammesso che ci sia qualcuno disposto ad acquistarla . Ah, forse i tifosi che sanno tutto potrebbero creare una società, per aquisitare il Cagliari. Visto che loro hanno le competenze su tutto e pure i soldi, dopo tanti “Giulini vattene” sarebbe ora che gestiscano la società.