LA SCOMPARSA. Karl-Heinz Schnellinger, leggenda del Milan e del calcio tedesco negli anni ’60, è scomparso nelle scorse ore all’ospedale San Raffaele di Milano. Malato da tempo, aveva 85 anni. Difensore a lungo protagonista della Serie A, in cui disputò 284 partite (3 reti) tra il 1963 e il 1974. Arrivò prima al Mantova e poi alla Roma, con cui vinse una Coppa Italia, diventando in seguito un baluardo della difesa milanista. Giocatore forte fisicamente, arcigno negli interventi ma sempre corretto.
LEGGENDA. Con i rossoneri vinse uno Scudetto, tre Coppe Italia, una Coppa dei Campioni, una Intercontinentale e due Coppe delle Coppe. Dopo Seedorf e Liedholm, Schnellinger è il calciatore straniero con il maggior numero di match ufficiali nel club (329), nonché il secondo tedesco per presenze in Serie A (284) dietro il compagno di Nazionale Helmut Haller. Quattro Mondiali disputati, dal 1958 al 1970, rimarrà nella storia per essere stato colui che di fatto ha “creato” la leggendaria partita Italia-Germania Ovest 4-3 nella Rimet messicana: il gol in spaccata ad Albertosi negli attimi finali dei tempi regolamentari causò i successivi 30 minuti entrati nel Mito. E, forse, fece poi perdere la finale con più facilità, contro i marziani brasiliani guidati da Pelè. Concluse la carriera nel TeBe Berlino e poi tornò in Italia, dove si stabilì per il resto della vita.
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Quel suo gol allo scadere dei tempi regolamentari mi fece tremare, poi per fortuna grazie anche ai ” Cagliaritani” freschi campioni d’Italia Albertosi, Cera, Domenghini e Riva tutto si rimise apposto e quel 4-3 passò alla storia.
https://www.rainews.it/video/2024/05/addio-a-karl-heinz-schnellinger-eroe-del-milan-e-protagonista-di-italia-germania-4-3-12cbf0be-e63a-497e-a586-b54668085b6d.html
Uno dei mitici tedeschi di quel periodo come Müller, Beckenbauer, Maier, Haller , noi ragazzini quando giocavamo eravamo gli italiani, i tedeschi o gli olandesi. Poche immagini tv e tanta fantasia. Calcio mitico.
Per noi era Scelinger.
Ma il suo soprannome era Wolkswagen. E non è una battuta…
Un campione in campo e fuori.