Verso Juventus-Cagliari – Capello: “Allegri criticato perché difensivista? Nel calcio non esiste una sola religione”

Le parole dell'ex tecnico su La Gazzetta dello Sport riguardo le critiche di difensivismo piovute addosso all'attuale allenatore della Juventus

Allegri criticato per le gare difensive? A Firenze ho visto i viola che hanno cercato di attaccare, ma non hanno trovato spazi e probabilmente hanno patito l’assenza di un giocatore di fantasia, imprevedibile. E poi ho visto la Juventus, che ha disputato un’ottima prova difensiva sfruttando le caratteristiche dei propri centrali. Anche il City, che ama attaccare molto e con tanti uomini, quando serve si difende più indietro. In finale di Champions lo ha fatto per 25 minuti contro l’Inter. Sapersi difendere bene è un’arte? No, ma per farlo servono i giocatori giusti. Rugani, Gatti e Bremer non sono molto agili, si esaltano in area e infatti di testa contro la Fiorentina le hanno prese tutte loro. Max viene snobbato e criticato perché non segue il vangelo. Ma in realtà non esiste un sola religione nel calcio“.

“Io ne ho praticate diverse e ho cambiato in base alle caratteristiche dei giocatori e dei Paesi in cui ho allenato perché ogni nazione ha un proprio dna calcistico. Bisogna smetterla di parlare di difensivismo. Qualsiasi allenatore vorrebbe giocare novanta minuti all’attacco, ma poi deve fare i conti anche con i propri giocatori e con quelli degli avversari. E poi basta parlare di possesso palla a prescindere. Il dato in sé significa poco perché nel conteggio ci finiscono anche i continui passaggi indietro al portiere. Bisognerebbe che i tifosi tornassero a fischiare quando vedono tutti quei retropassaggi. Quanto conta il dato della Juve che non prende gol da sei partite? Molto. Non subire reti è un punto di forza, la base su cui costruire”.

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Ranierizmo
Ranierizmo
2 anni fa

Sul modo di contare il possesso, di dubbio fatto progressi, sottoscrivo il suo desiderio di fischiare quando ci si abbandona molto ai retropassagi per non rischiare di perderla rischiando una discesa.
A volte però le partite a scacchi tra allenatori all’italiana, sono veramente noiose, poi una volta sotto pretendono un atteggiamento spregiudicato.

⁸Massimo
⁸Massimo
2 anni fa

Non bisogna confondere il nongioco,la assenza di schemi e di organizzazione con la applicazione tattica e la verticalità del gioco. Il fatto che la juve sia seconda in classifica,giocando in quel modo,è la riprova della pochezza tecnica del nostro campionato.allegri guadagna una vagonata di milioni e DEVE dare risultati,avendo una rosa modesta.fa di necessità virtù,ma per carità non prendiamolo a modello

Commento da Facebook
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2 anni fa

Noi italiani dimentichaimo che con il difensivismo abbiamo vinto tutto, sia a livello di club (Cagliari compreso, visto che Scopigno è uno dei padri del calcio all’italiana) che di Nazionale

Gigi11
Gigi11
2 anni fa

La Nazionale tornerà a vincere quando tornerà a giocare all’italiana, difendere bene e giocare di rimessa con centrocampisti e attaccanti tecnici e veloci. Basta scimmiottare Gurdiola, non è nel nostro DNA.

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