Il tecnico è tornato a parlare dell’avventura rossoblù conclusa con una separazione dopo l’impresa salvezza del 2021
RAMMARICO. “Allenare a Cagliari è particolare, è una piccola nazione, e i sardi sono speciali quindi ti senti responsabile di questa squadra e di questa terra. Sono dispiaciuto di come si è conclusa e di come è andata a finire per la squadra perchè nelle restanti trentacinque partite le cose sono andate sempre peggio fino alla retrocessione. Sono tutt’ora convinto che li avrei potuti portare a dama”. Così Leonardo Semplici intervistato da Footballnews24.it.
“Quando da allenatore ti accorgi di certe cose, perchè nel calcio si vengono sempre a sapere e non senti la fiducia dopo un’impresa, non ci sono rimasto bene. Nonostante io avessi detto chiaramente che se non c’era la volontà di continuare il rapporto potevamo interromperlo loro, a mio avviso, non hanno voluto farlo perchè per la piazza ero sicuramente apprezzato per i risultati raggiunti, ma non c’erano i presupposti per andare avanti. Anche perchè le mie indicazioni sul mercato non erano state seguite e fatte altre scelte, quindi dopo tre giornate si è deciso di cambiare”.
“Quando sono arrivato a Cagliari era una situazione a dir poco difficile. Tutti ci davano per retrocessi e precedentemente al mio arrivo in ventitré partite erano stati fatti quindici punti e noi in quindici ne abbiamo fatti ventidue, salvandoci con due giornate di anticipo mantenendo una media quasi da Europa League. Abbiamo fatto un’impresa a mio avviso poco reclamizzata o comunque non capita pienamente, perchè la squadra aveva dei giocatori importanti, ma fino a quel momento non erano stati capaci di dimostrarlo in campo. Abbiamo fatto un lavoro straordinario e quel gruppo di ragazzi lo porterò per sempre nei miei pensieri e ricordi”.


