Il Cagliari incappa in un’amara sconfitta tra le mura amiche contro il Bari, dopo aver avuto il predominio (sterile) per la maggior parte della partita: la rete di Cheddira gela l’Unipol Domus e raffredda l’entusiasmo
Dal nostro inviato
Sotto un caldo dapprima notevole poi rinfrescato dal vento, la partita tra Cagliari e Bari non ha visto grandi emozioni nei primi 45 minuti. Padroni di casa con il pallino del gioco in mano spesso e volentieri, tuttavia incapaci di assestare l’affondo giusto. A esclusione di due tentativi di Mancosu e Altare, scarsa efficacia e manovra poco dinamica per i rossoblù. Il Bari di Mignani ha cercato di rispondere di rimessa, tuttavia ben controllato dalla difesa di casa: buona prova di Altare. Nández ha cercato di rendersi utile con le sue fiammate, dialogando bene con Zappa sulla destra: nessuna giocata davvero degna di nota.
In avvio di ripresa Lapadula reclama un rigore, Fourneau fa proseguire. Al minuto 62 Liverani inserisce Luvumbo e Barreca (per Rog e Carboni), cercando la scossa. Tuttavia i rossoblù sbagliano tanto, peccano di lucidità. Il Bari passa con lo spauracchio Cheddira, fino a quel momento inoffensivo. Una rete beffarda, dalla quale i padroni di casa non sono stati più capaci di riprendersi. Parentesi sui cambi. Viola, che è parso in chiara difficoltà, ha invece giocato tutta la gara. Il quadro del match, dopo i primi 45 minuti, sembrava chiaro: fare subito qualcosa, per far aprire un Bari che aveva già speso tanto. Invece Liverani ha deciso diversamente.
Peccato, perché l’avversario sembrava tranquillamente alla portata. Però il Bari ha avuto il merito di risultare ermetico. Oggi il peggior Cagliari della nuova gestione tecnica.


