Cragno, un’ingiustizia e il senno di poi

Un’esclusione dolorosa, che in tanti avevano previsto dopo la titolarità nell’amichevole contro San Marino alla Sardegna Arena. Alessio Cragno ha, suo malgrado, dovuto rinunciare a un pezzo di storia

LA SCELTA. Assistere alla vittoria dell’Italia nella finale europea contro l’Inghilterra ha un sapore dolcissimo. Ma da osservatore delle vicende del Cagliari si presenta inevitabilmente, allo scorrere delle immagini del trionfo azzurro a Wembley, una domanda forse scontata: “Perché Alessio Cragno non ha potuto vivere anche lui questa gioia? Mannaggia… Sono momenti che segnano una carriera“. Eppure, sono solo quesiti facili dati dal senno di poi, in fondo. Però l’amarezza resta comunque tanta.

NESSUN SEQUEL. Quindi, nessun sequel dell’edizione 1968, quando Gigi Riva diventò il primo giocatore del Cagliari a vincere un evento con la Nazionale A, poi bissato da Franco Selvaggi al Mundial ’82. Impossibile prevedere le sensazioni interiori del portierone rossoblù: gioia per quei ragazzi con cui ha condiviso la prima parte del ritiro per Euro 2020 prima del <taglio> a favore di Meret come terzo portiere; ma pure quel sentimento umano di chi, in cuor suo, sentiva di meritare almeno la presenza tra i 26. E allora, Alessio Cragno, volta pagina. Sai cosa ti diciamo? Lavora sodo, per il bene del Cagliari e della tua carriera. Perché almeno il posto di dodicesimo dietro Donnarumma, a Qatar 2022, deve essere tuo. Forza, campione!

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