Il presidente della Regione ha spiegato in mattinata il perché non è stata allentata in Sardegna la restrizione in corso e il no a delle riaperture
Christian Solinas è tornato in mattinata sulla decisione di non allentare in Sardegna le restrizioni, come annunciato venerdì sera dal Premier Giuseppe Conte a livello nazionale, annunciando in oltre una nuova ordinanza. Un provvedimento, che conferma anche la chiusura di porti e aeroporti, oltre alle chiusure generalizzate degli esercizi commerciali, tranne quelli che vendono beni di prima necessità, farmacie, parafarmacie, edicole e tabacchini.
LA DECISIONE. “L’andamento delle curve in Sardegna non è ancora un andamento certo: abbiamo visto che le misure di contenimento possono dare dei risultati positivi ma non ci sono purtroppo evidenze scientifiche consolidate che ci consentano di allentare le misure che abbiamo intrapreso. Faremo una verifica progressiva, step-by-step, in queste settimane – ha annunciato il governatore all’ANSA – nel momento in cui dovessero esserci ragionevoli e affidabili evidenze scientifiche che ci consentano di aprire, sicuramente lo faremo, naturalmente all’interno di una cornice di massima cautela nell’assunzione delle decisioni a presidio e tutela della salute pubblica“.
LA NUOVA ORDINANZA. “In armonia con le indicazioni del Comitato tecnico scientifico e in deroga al DPCM 10 aprile, è confermata la chiusura, fino al 26 aprile 2020, delle cartolerie, librerie, delle attività di commercio di vestiti per bambini e neonati e la riapertura al pubblico degli studi professionali. È fatto obbligo di indossare #guanti e #mascherine nell’accesso agli esercizi commerciali e durante l’intera permanenza”.
La nuova ordinanza ha integrato inoltre l’ordinanza n.17 del 4 aprile 2020, prevedendo: “La chiusura e interdizione all’accesso di parchi, giardini pubblici e spiagge, possibilità di svolgimento dell’attività motoria nelle immediate vicinanze della propria abitazione, con il rispetto della distanza di almeno un metro e muniti di mascherina, esenzione dal divieto di apertura domenicale, oltre che delle farmacie e delle parafarmacie, anche di edicole e tabacchini, divieto di apertura degli esercizi commerciali di qualsiasi dimensione per la vendita di generi alimentari, nelle giornate festive del 25 aprile e del 1 maggio”.
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