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L’attacco fatica: la maledizione del dopo Borriello

Trovare la via del gol sembra la cosa più difficile per gli attaccanti del Cagliari. Su cinque giocatori andati in gol quest’anno soltanto due sono attaccanti puri, Pavoletti e Sau, per un bottino di tre gol in due su nove totali della squadra. Il capocannoniere è un trequartista, Joao Pedro, e analizzando le sue tre reti segnate c’è da ammettere che nessuna è arrivata da un’azione corale degna di nota, anzi. Il gol al Milan è stato un regalo di Kessiè, quello alla Spal una magia da fuori dello stesso numero 10 rossoblù e quello al Genoa realizzato su calcio di rigore.

Due reti messe a segno dalla punta di diamante Pavoletti, le stesse di Barella, che però gioca mezzala. Entrambi i gol dell’ex Genoa e Napoli sono arrivati di testa su cross dalla destra. Queste, al contrario di quelle di JP10, sono due reti create dalla squadra a vantaggio delle peculiarità del singolo. Così come quella di Sau contro il Crotone, lanciato da un filtrante di Joao Pedro. Tante le occasioni sprecate, su tutte ben due rigori falliti su tre: Farias alla prima, Sau contro il Benevento.

Maledizione del dopo Borriello? No, semplicemente scarsa organizzazione in fase di possesso palla, lentezza esagerata nelle ripartenze e atteggiamento mentale sbagliato.

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