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Daniele Conti e quella prima volta contro papà

Era il 1999 e un giovanissimo Daniele Conti decideva di lasciare Roma per Cagliari. Arrivato in comproprietà in Sardegna tra lo scetticismo che accompagna tutti i figli d’arte, Daniele cercava di ritagliarsi il suo spazio prima con Oscar Tabarez e poi con Renzo Ulivieri in panchina. Pochi minuti giocati in quella sua prima vera stagione da professionista, appena 6 presenze fino a quel 31 ottobre quando ad attendere i rossoblù all’Olimpico c’era la Roma.

Mentre Tabarez aveva cercato di svezzarlo (partenza da titolare nella prima di Campionato contro la Lazio) Ulivieri non mostrava fiducia nel ragazzo e confermò le sue valutazioni anche in quella partita tanto significativa per la famiglia Conti. In tribuna non c’era il papà Bruno, impegnato con le giovanili giallorosse. C’erano invece suo fratello e la sua fidanzata che dovettero accontentarsi di vedere solo un bel 2 2 finale, ma niente Conti junior. Daniele non figurava tra i titolari e a partita in corso Ulivieri preferì mandare in campo la mina vagante Jason Mayelè, l’esperto Tiziano De Patre e il francesino François Modesto che si fece notare solo per un tunnel subito da Montella.

Tutte le aspettative costruite nel pre-partita intorno a Daniele Conti andarono in fumo. Intanto Cagliari sembrava essere solo una tappa di passaggio, come dichiarava ingenuamente lo stesso giocatore. L’obiettivo era quello di tornare alla Roma, oppure andare nella squadra dove aveva giocato il suo idolo Maradona, proprio quel Napoli che in seguito guarderà con occhi molto diversi. I suoi modelli all’epoca erano Fabian O’Neil e Luigi Di Biagio, nessuno poteva immaginarsi che sarebbe diventato egli stesso una fonte d’ispirazione per tutti i giovani rossoblù.

Dal 31 ottobre 1999 al 31 ottobre 2004, bisognerà aspettare cinque lunghi anni per vedere Daniele Conti giocare per la prima volta contro la Roma all’Olimpico.

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