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Giulini, cosa è cambiato dal naufragio di Zemanlandia a oggi

Dalla retrocessione in B a oggi sono passati solo due anni, eppure sembra trascorsa un’eternità. Il presidente Tommaso Giulini ha dimostrato di aver imparato molto da quella esperienza negativa, la squadra che sta allestendo è molto diversa da quel Cagliari male assortito che naufragò in cadetteria.

Innanzitutto ha avuto il coraggio di confermare un allenatore poco mediatico e mai amato dalla curva, molto distante da un’icona pop come Zdenek Zeman. I risultati hanno prevalso su una logica, quella del 2014, volta a legittimare la nuova proprietà agli occhi del pubblico. L’ingaggio del boemo rappresentava una dichiarazione d’intenti romantici e rivoluzionari, ma ben presto il presidente si è reso conto che se si vogliono ottenere risultati bisogna passare per scelte impopolari.

Alla prima crisi di Zeman venne chiamato Gianfranco Zola, un altro amatissimo dalla curva ma non esattamente il profilo adatto a salvare un campionato in corsa. L’ultima stagione invece ha visto l’azzeccata conferma di Rastelli contro tutto e tutti, anche quando l’esonero sembrava ormai inevitabile.

Infine la squadra. Scelte di mercato più oculate in chiave spogliatoio e profili utili al gioco dell’allenatore, proseguendo poi il percorso di crescita di alcuni elementi arrivati troppo acerbi in quella sciagurata stagione ma che oggi si rivelano fondamentali.

Un Tommaso Giulini nuovo che è riuscito a desistere anche alla tentazione Cassano, dimostrando la maturità di un presidente di lungo corso.

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