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Cagliari, incognita difesa

A poco meno di una settimana dal via della nuova stagione con la partenza per il ritiro precampionato, l’incognita maggiore che ancora permane sulla rosa del Cagliari riguarda il reparto arretrato. Le 76 reti incassate la scorsa stagione, rappresentano infatti una ferita tuttora sanguinante nei cuori dei tifosi rossoblù. Una media esatta di 2 reti subite a partita: un’enormità, anche per una squadra neopromossa.

Eppure le premesse lo scorso anno erano tutt’altro che scoraggianti: l’ingaggio del portoghese Bruno Alves aveva portato una certa garanzia di solidità ed esperienza. Con l’andare avanti del campionato, però, le prime cosiddette “imbarcate” hanno fatto subito tremare le gambe anche al più incallito dei supporters: distrazioni, poca esperienza, ma anche un atteggiamento a volte rinunciatario hanno poi contribuito a relegare il reparto arretrato rossoblù tra i peggiori d’Europa. Il carisma di Bruno Alves ha retto fino a un certo punto: la sua carta di identità ha poi presentato il conto, ed è giusto rimarcare come tanti svarioni (e conseguenti gol subiti) siano sulla sua coscienza.

La società per il momento non ha fatto rivoluzioni, soprattutto per quel che riguarda il cuore della difesa. Se da una parte per le corsie esterne si proverà a puntare su Isla e Miangue (con Padoin, Pisacane, Dessena e Capuano come valide alternative), per i due ruoli di centrale il discorso si fa più complicato. Attualmente in rosa i papabili titolari sono Ceppitelli, lo stesso Pisacane, Capuano, Salamon (in attesa forse di una nuova squadra) e il rientrante Del Fabro. Difficile pensare a un cambio di rotta rispetto alla passata stagione, anche se non impossibile: Ceppitelli dovrà ritrovare la forma dei tempi migliori e Pisacane dovrà continuare a stupire tutti. Ma non sarà affatto facile.

Il rinforzo potrebbe rispondere al nome di Marco Andreolli, svincolatosi proprio ieri dall’Inter, e attualmente in cerca di una nuova casacca. Andreolli è un po’ l’eterna promessa che deve dimostrare ancora qualcosa. A 31 anni appena compiuti, però, quel ruolo gli sta ormai più che stretto. Le sue ultime stagioni non sono certo da ricordare: per trovare una certa continuità dobbiamo tornare indietro ai campionati 2010-2013, quelli con la maglia del Chievo, quando riuscì a inanellare una serie di 79 presenze, impreziosite anche da 3 reti.

Insomma, un’incognita che si aggiunge a tanti dubbi che solo il campo (e magari qualche certezza in più da reperire sul mercato) potrà spazzare via.

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