Maldini come João Pedro? La mossa di Pisacane per ripetere quella svolta

Daniel Maldini può seguire al Cagliari un percorso simile a João Pedro grazie alla posizione da sottopunta e agli spazi creati da Mendy.

Cagliari-Juventus sarà uno degli appuntamenti più attesi della sesta giornata di Serie A 2026/27. La sfida dell’Unipol Domus, in programma domenica 11 ottobre alle 20.45, vedrà tra i protagonisti più osservati anche Daniel Maldini, reduce dall’esperienza con la Nazionale italiana.

Il giocatore ha vissuto una prima parte di stagione particolarmente positiva e il rendimento con il Cagliari potrebbe diventare decisivo anche per la sua permanenza nel gruppo azzurro. Le prossime prestazioni saranno fondamentali, ma i numeri delle ultime settimane indicano già una crescita evidente.

Maldini segna da tre partite consecutive

Il dato più significativo riguarda la continuità realizzativa. Daniel Maldini ha trovato il gol in ciascuna delle ultime tre presenze in Serie A, una striscia che lo avvicina a un record significativo nella storia recente del Cagliari.

L’ultimo rossoblù capace di segnare in più presenze consecutive nella competizione è stato infatti João Pedro, arrivato a cinque partite consecutive tra ottobre e novembre 2020.

Il paragone non riguarda soltanto i numeri, ma anche la possibilità di trovare una collocazione tattica capace di esaltare le caratteristiche del giocatore.

Il precedente di João Pedro

Proprio João Pedro può rappresentare un riferimento interessante per Maldini e per Fabio Pisacane. L’attuale allenatore rossoblù ha condiviso il campo con l’italo-brasiliano durante una fase della sua carriera nella quale il fantasista riuscì a trasformarsi progressivamente da giocatore di difficile collocazione a attaccante prolifico.

João Pedro era stato utilizzato in diversi ruoli: trequartista, seconda punta, ala e persino mezzala durante l’esperienza con Diego Lopez in panchina. La svolta arrivò quando Rolando Maran intuì una soluzione differente per sfruttarne le caratteristiche offensive.

La svolta tattica di Maran

L’allenatore, al suo secondo anno, decise di utilizzare João Pedro maggiormente da sottopunta, accentrandolo e affiancandolo a una prima punta mobile. Nel 2018-2019, il primo di Maran, giocò accanto al più statico Pavoletti in un 4-3-1-2 e chiuse a 7 gol. Ma in coppia con Simeone l’anno dopo Joao cambiò registro, favorito proprio dalla nuova posizione in un 4-3-2-1 o 4-3-1-2 con Nainggolan sulla trequarti.

Il numero 10, nel primo Maran, doveva liberare l’area per Pavoletti e agiva più da centrocampista offensivo che da attaccante vero e proprio, anche per la necessità di dover aiutare il centrocampo vista la carenza difensiva del Pavo. Inquadrato in un contesto molto più fluido, con Nainggolan tra le linee e un Simeone che correva per due e aiutava il centrocampo, Joao si accentrava maggiormente e attaccava di più lo spazio.

Questo anche perché fu dispensato dai compiti difensivi, o per lo meno dall’occupare troppo spesso lo spazio dietro il centravanti per legare col centrocampo. La nuova posizione invece gli permetteva di muoversi fronte alla porta e di rimanere allo stesso tempo vicino all’area di rigore, sfruttando gli spazi creati dal centravanti e le sponde dei compagni.

Il cambiamento ebbe un effetto immediato sulla produzione offensiva. Dopo stagioni nelle quali la sua media realizzativa in Serie A si era attestata intorno ai 5-7 gol, João Pedro arrivò a segnare 18 reti nella stagione 2019-2020. Una trasformazione costruita attraverso una modifica apparentemente semplice della posizione in campo.

Maldini può seguire la stessa strada

Una situazione che presenta alcuni elementi di contatto con quella che riguarda oggi Daniel Maldini. Il giocatore del Cagliari può infatti beneficiare della presenza di Paul Mendy davanti a lui. Il centravanti può assumere un ruolo simile a quello svolto da Giovanni Simeone al fianco di João Pedro: una punta capace di lavorare indietro, aprire gli spazi e creare le condizioni affinché il giocatore alle sue spalle possa ricevere palloni in posizione favorevole.

In questo modo Maldini può avere maggiore libertà di movimento tra le linee, senza allontanarsi eccessivamente dalla zona nella quale può diventare più pericoloso.

La soluzione tattica non è completamente nuova per Pisacane. L’allenatore aveva infatti pensato a un sistema simile per Sebastiano Esposito, che però tendeva ad arretrare troppo a centrocampo a caccia del pallone. Le caratteristiche e il rendimento di Maldini stanno permettendo di applicare con maggiore profitto lo stesso principio.

Il precedente di João Pedro dimostra come una diversa interpretazione della posizione possa modificare radicalmente l’impatto offensivo di un giocatore. Per Maldini, il momento è particolarmente favorevole: tre gare consecutive in gol e una crescente centralità nel progetto del Cagliari. La sfida contro la Juventus rappresenterà ora un nuovo test per capire se questa evoluzione potrà proseguire.

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1 ora fa

Calmi ..calmi..siamosolo inizio

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1 ora fa

Siiiii….forza Daniel

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1 ora fa

Ma speriamo, anche perché può piacere o no, ma JP a Cagliari ha fatto bene

Max
1 ora fa

Mi pare di ricordare che Alessandro Matri fosse arrivato a 7… Da verificare.

Max
1 ora fa
Reply to  Max

Confermo. Un filetto di 7 partite consecutive in goal, realizzato durante la stagione 2009-2010, precisamente dalla 10ª alla 16ª giornata (tra fine ottobre e metà dicembre 2009).

Claudio S.(Claud)
1 ora fa

Credo che Pisacane, a differenza di Maran, prediliga di più occupare la fase difensiva. Pertanto Maldini dovrà sacrificarsi in un doppio ruolo

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