Per inaugurare “Rossoblù Senza Frontiere”, la nuova rubrica dedicata agli stranieri che hanno indossato la maglia del Cagliari, partiamo da Adam Ounas. Algerino nato in Francia nel 1996, mancino rapido e imprevedibile, arrivò in Sardegna nell’ottobre 2020 in prestito dal Napoli.
L’operazione intrigava parecchio. Ounas aveva già mostrato lampi importanti tra Bordeaux, Napoli e Nizza, ma l’esperienza cagliaritana non riuscì mai davvero a decollare. In Serie A raccolse appena 7 presenze, tre delle quali da titolare, per poco più di 300 minuti complessivi. Considerando anche la Coppa Italia, le apparizioni furono 10, senza reti.
Cagliari-Crotone, una stagione spezzata in due
La parentesi rossoblù terminò già nel gennaio 2021. Ounas lasciò la Sardegna e passò al Crotone, dove il suo rendimento cambiò nettamente: in quella stessa stagione realizzò 4 gol in 15 presenze di Serie A.
Una curiosa sliding door: poche settimane dopo aver lasciato Cagliari, il 28 febbraio 2021 si ritrovò dall’altra parte proprio nella sfida Crotone-Cagliari, vinta 2-0 dai rossoblù.
Napoli, Lille e poi il Qatar
Dopo Crotone, Ounas tornò al Napoli, con cui disputò anche competizioni europee, prima del trasferimento definitivo al Lille nel 2022. Nel novembre 2024 scelse invece il Qatar firmando con l’Al-Sadd fino al termine della stagione.
Nel settembre 2025 passò all’Al-Sailiya, quindi nel gennaio 2026 approdò all’Al-Shamal. Nell’ultima esperienza qatariota ha disputato 18 partite tra campionato e coppa, realizzando 2 gol.
E oggi? Ounas è senza squadra
Ed eccoci al presente. Dal 4 settembre scorso, Adam Ounas è un giocatore dell’Al-Gharafa. La sua ultima presenza risale al 15 settembre, in un match valido per la Champions League asiatica. Suo compagno di squadra, una vecchia conoscenza – piuttosto recente – dei tifosi del Cagliari: Florinel Coman.
Resta anche il curriculum con l’Algeria, con cui ha raggiunto quota 30 presenze e 5 reti, oltre alla prestigiosa vittoria della Coppa d’Africa 2019.
A Cagliari passò quasi come una cometa: poco tempo per lasciare il segno, abbastanza per alimentare la sensazione di un talento visto soltanto a sprazzi. “Rossoblù Senza Frontiere” riparte proprio da qui, andando a cercare nel mondo le tracce lasciate dagli stranieri transitati in Sardegna.


