Il primo traguardo è stato raggiunto, ma la strada verso Euro 2032 è ancora lunga. Cagliari è ufficialmente inserita nel dossier italiano trasmesso dalla FIGC alla UEFA per la candidatura delle sedi che ospiteranno la manifestazione. In totale sono 13 le città coinvolte e 14 gli impianti candidati, mentre i posti disponibili per l’Italia saranno soltanto cinque.
Per il capoluogo sardo, dunque, il progetto del nuovo stadio Gigi Riva rimane pienamente in corsa. L’inserimento nel dossier rappresenta un passaggio importante, ma non può ancora essere considerato un punto d’arrivo.
Il nodo resta il bando
A Cagliari manca infatti un tassello fondamentale: il bando per la realizzazione del nuovo stadio non è stato ancora pubblicato.
La verifica tecnica del progetto, che avrebbe dovuto essere completata nei giorni scorsi, non è ancora arrivata alla conclusione. Di conseguenza, anche la gara per l’affidamento dei lavori non ha potuto prendere il via.
Dal Comune, tuttavia, arriva la rassicurazione che questo aspetto non abbia compromesso la candidatura. La documentazione allegata al dossier sarebbe stata infatti considerata sufficientemente completa e in grado di testimoniare lo stato di avanzamento del programma.
Una proroga per completare le verifiche
L’amministrazione comunale ha scelto di concedere qualche giorno in più alla società incaricata della verifica tecnica, con l’obiettivo di arrivare alla pubblicazione della gara senza criticità.
La proroga sposta ancora una volta in avanti il calendario, ma viene considerata necessaria per chiudere correttamente tutti gli aspetti tecnici prima di dare il via alla procedura.
Il passaggio successivo sarà quindi la conclusione positiva della verifica, seguita dalla pubblicazione del bando e dall’avvio della gara.
Adesso la parola passa alla UEFA
Con la trasmissione del dossier, la partita cambia interlocutore. Sarà ora la UEFA a esaminare le candidature italiane, verificandone la conformità sulla base di 11 aree tematiche e 120 requisiti operativi.
Sotto esame finiranno aspetti come infrastrutture, accessibilità, trasporti, servizi per i tifosi, sicurezza, sostenibilità, ospitalità e strutture destinate a media e broadcaster.
Al termine delle verifiche sarà quindi la FIGC a individuare le cinque sedi italiane destinate a Euro 2032.
Tredici città per cinque posti
La concorrenza è particolarmente ampia. Oltre a Cagliari, nel dossier figurano Bari, Bologna, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona. Roma è presente con due proposte, portando il totale degli impianti candidati a 14.
Il rapporto tra candidature e posti disponibili rende inevitabile una selezione particolarmente delicata. Per Cagliari, quindi, l’inserimento nel dossier rappresenta soltanto il primo passo di un percorso ancora tutto da completare.
Il 31 marzo 2027 è il punto di non ritorno
Il calendario impone però di accelerare. Secondo la tabella di marcia legata alla candidatura, il 31 marzo 2027 rappresenta una delle prossime scadenze fondamentali: entro quella data dovrebbero partire i lavori per la demolizione del vecchio Sant’Elia.
Prima sarà necessario completare la verifica tecnica, pubblicare il bando, avviare e concludere la gara e arrivare quindi all’assegnazione dei lavori.
Il sogno resta vivo, ma il cronometro corre
Cagliari, dunque, ha superato un primo ostacolo e il nome della città è ufficialmente dentro il percorso italiano verso Euro 2032. Ora, però, arriva la parte più delicata: trasformare il progetto sulla carta in un’opera concreta.
Il nuovo Gigi Riva resta in corsa, ma il tempo non è infinito. Dopo anni di progetti, attese e rinvii, il sogno dell’Europeo, ma soprattutto dell’impianto stesso, passa adesso attraverso un calendario sempre più serrato. E il prossimo passo non potrà prescindere (a brevissimo termine) dalla pubblicazione del bando.



Che le istituzioni in questa faccenda non ci facciano una bella figura è sicuro
La burocrazia – unita alla politica ed all’ eccesso di democrazia -sono una mangiatoia inesauribile per tantissimi individui ed il vero male della nostra Nazione.
Avanti con i pollici contro !
incredibile, vent’anni per fare uno stadio. Va bene, ci sono mille passaggi burocratici verifiche norme attenzione a non sbagliare una virgola però davvero… che vergogna. Giochiamo da anni in uno stadio che all’estero in gran parte dei Paesi farebbe rabbrividire.
Adesso vediamo quanto ci mettono a tirare fuori ‘sto bando, poi tre mesi, poi l’assegnazione. Speriamo partano davvero i lavori a primavera ma ci crederò quando vedrò le ruspe, sempre che ci arrivi perchè l’età avanza inesorabilmente
Tutto ebbe inizio perché a Cellino non piacque la pista d’atletica attorno al terreno di gioco.
Sono pagliacci
Siamo la barzelletta ormai.
Gli unici stadi presentabili in Italia sono Torino Bergamo Udine oltre allo storico San Siro tutto il resto son ferri vecchi
Stanno aspettando le elezioni!
Gli ennesimi pagliacci comunali
Sarà pronto per il prossimo scudetto ❤️💙💪💪💪
Ma candu?
Ho sentito anche che per colpa degli alieni ci sono ritardi sulla scelta degli infissi.