Giornata cruciale a Londra, dove oggi si riuniscono i vertici dell’IFAB (International Football Association Board) per discutere una serie di modifiche regolamentari destinate a far discutere.
Secondo quanto riportato dalla BBC, il summit metterà al centro alcuni dei temi più caldi del calcio moderno: fuorigioco, VAR, gestione del tempo e disciplina, con l’obiettivo dichiarato di rendere il gioco più chiaro e fluido.
Fuorigioco, addio alla “luce”?
Il punto più dibattuto resta quello legato al fuorigioco. Arsène Wenger spinge da tempo per l’introduzione del concetto di luce, secondo cui un attaccante sarebbe punibile solo se completamente oltre il difensore. Tuttavia, questa ipotesi sembra destinata a essere accantonata.
La soluzione più probabile allo studio dell’IFAB sarebbe invece una rivisitazione dei criteri di valutazione, limitando l’analisi esclusivamente alla parte superiore del corpo, quella effettivamente utilizzabile per segnare. Un cambiamento che ridurrebbe le polemiche legate a spalle, ginocchia o punte di scarpe millimetriche.
VAR sempre più centrale
Altro capitolo fondamentale è quello relativo al VAR. La FIFA ritiene di disporre delle risorse necessarie per ampliare ulteriormente il suo utilizzo, arrivando a controllare sistematicamente tutti i calci d’angolo. Al vaglio anche la possibilità di revisionare le seconde ammonizioni, tema delicato che potrebbe incidere in modo significativo sull’andamento delle partite.
Gestione del tempo: stop alle perdite
Per contrastare le continue perdite di tempo, l’IFAB sta valutando l’introduzione di limiti temporali anche per rimesse laterali e rinvii dal fondo, sul modello dei sei secondi già previsti per i portieri quando hanno il pallone tra le mani. Una misura che punta a velocizzare il gioco e a rendere più effettivi i minuti di gara.
DOGSO: nuovi criteri di valutazione
Si discute anche di una possibile modifica alla regola del DOGSO (Denying an Obvious Goal-Scoring Opportunity). L’idea è di inserire il riferimento alla “posizione e al numero degli attaccanti”: se un giocatore viene fermato irregolarmente senza avere una reale possibilità di segnare, ma con l’opzione di servire un compagno meglio piazzato, potrebbe comunque scattare il cartellino rosso.
I nodi aperti
Dalla Coppa d’Africa arriva invece una norma sperimentale: due minuti fuori dal campo per il giocatore dopo l’ingresso dei sanitari. Una soluzione pensata per scoraggiare le simulazioni, ma non priva di critiche.
Infine, l’IFAB sta valutando una proposta ancora più drastica: obbligare l’allenatore a sostituire il portiere qualora richieda l’intervento dei medici. Un’ipotesi che divide i dirigenti, con una parte contraria per il forte impatto tattico che avrebbe sulle squadre.



Si parla anche di permettere alla dirigenza di sostituire l’allenatore in caso faccia dei cambi a minca. di molente.