Leggendario bomber rossoblù a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, il selargino ha espresso a La Nuova Sardegna le sue perplessità sull’attacco della squadra di Maran
A RAGION VEDUTA. Luigi Piras, per tutti Gigi, è stato uno dei più grandi attaccanti nella storia del Cagliari. Con 87 reti – solo in gare di campionato – e tanti anni di militanza con i colori rossoblù, può parlare a ragion veduta delle vicende offensive della squadra. Piras non è per niente convinto dall’operato della società. L’ex bomber, classe 1954, contesta alcune scelte in sede di mercato: “La società ha fatto qualche errore, manca una seconda punta. Cerri è un giocatore che non mi convince“.
GIOIE E DOLORI. Per un calciatore che non ha mai lasciato questi colori, anche quando avrebbe potuto, la maglia del Cagliari è come una seconda pelle: “Ho visto tutte le partite in questa stagione, dal vivo e le trasferte in televisione. E soffro tantissimo“. Piras non è soddisfatto del reparto offensivo: “I numeri non mentono mai. Il Cagliari ha basato il suo gioco offensivo su Pavoletti. Ma quanti cross arrivano dal fondo? Pochi. Sau? Troppo sacrificato, gioca lontano dall’area perché tende ad arretrare. Prima attaccava gli spazi ed era rapidissimo nel calciare. Oggi non più“. Piras dice la sua anche su Farias: “Stiamo parlando di un giocatore poco concreto. Molte volte mi sono chiesto il motivo per cui perda lucidità davanti alla porta: non riesco a dare una risposta“.


