Dal nostro inviato all’Unipol Domus per Cagliari-Arezzo
Tra i diversi temi affrontati da Fabio Pisacane nella conferenza stampa successiva alla gara di Coppa Italia contro l’Arezzo, c’è stato spazio anche per una riflessione su Matteo Prati, centrocampista tornato a disposizione del Cagliari dopo aver trascorso lontano dalla Sardegna un periodo di prestito al Torino.
Le parole del tecnico rossoblù sono state chiare e, per certi versi, rappresentano una fotografia piuttosto fedele del momento attraversato dal giocatore: fiducia sì, ma accompagnata dalla necessità di un cambio di passo.
«Matteo ha giocato altrove negli ultimi sei mesi della scorsa stagione. Non vivo di retropensieri, ha la mia fiducia. Deve però assolutamente accelerare su alcune cose che chiedo, però lo conosciamo bene e ha solamente margini di crescita», ha spiegato Pisacane.
Una dichiarazione che non chiude alcuna porta, ma che allo stesso tempo contiene un messaggio difficilmente equivocabile. Prati deve convincere sul campo, adeguandosi rapidamente alle richieste del nuovo progetto tecnico.
Dalla SPAL al Cagliari: un investimento pensando al futuro
Quando il Cagliari acquistò Matteo Prati dalla SPAL nel 2023, investendo circa 5 milioni di euro più 2 di bonus, il centrocampista rappresentava uno dei profili italiani più interessanti della propria generazione.
Qualità tecnica, personalità nella gestione del pallone, capacità di giocare davanti alla difesa e margini di sviluppo importanti avevano convinto il club rossoblù a puntare con decisione su di lui.
A distanza di tre anni, tuttavia, quella crescita attesa non si è ancora trasformata nella definitiva consacrazione. A onor del vero, si è rimasti parecchio lontani dall’eventualità.
Prati ha avuto occasioni, minuti e allenatori differenti. Ha attraversato fasi nelle quali sembrava pronto a imporsi stabilmente, alternate però ad altre nelle quali è progressivamente scivolato indietro nelle gerarchie.
Il problema non è mai stato quello di riconoscergli qualità tecniche. Quelle sono evidenti. Il nodo riguarda piuttosto la capacità di trasformarle in continuità, intensità e peso specifico all’interno della squadra.
Tre allenatori e una consacrazione ancora rimandata
Nel corso della sua esperienza in Sardegna, Prati è passato attraverso gestioni tecniche differenti. Da Claudio Ranieri a Davide Nicola, fino all’attuale guida di Fabio Pisacane, il centrocampista ha avuto modo di confrontarsi con idee di calcio e richieste tattiche diverse.
Eppure, dopo oltre 70 presenze in Serie A, resta la sensazione di trovarsi davanti a un calciatore ancora incompleto rispetto alle aspettative generate al momento del suo arrivo.
Il campo, giudice inevitabile del rendimento di qualsiasi professionista, non ha finora certificato quel salto di qualità che il Cagliari sperava potesse arrivare attraverso esperienza e continuità.
Non significa che il percorso sia definitivamente compromesso. Prati ha ancora margini per crescere, come sottolineato dallo stesso Pisacane. Ma il tempo della semplice prospettiva comincia inevitabilmente a restringersi.
Un patrimonio che il Cagliari non può permettersi di svalutare
La situazione presenta anche un’importante componente societaria.
Il Cagliari possiede infatti un giocatore sul quale ha effettuato un investimento economico significativo e che, proprio per questo motivo, non può essere gestito superficialmente.
Sul piano strettamente tecnico, oggi i rossoblù potrebbero probabilmente rinunciare a Prati senza dover rivoluzionare l’intero centrocampo. Allo stesso tempo, però, privarsi del calciatore in condizioni economicamente sfavorevoli significherebbe rischiare una svalutazione consistente dell’investimento effettuato tre anni fa. Contestualmente, ammettere di aver commesso una scelta sbagliata.
Da qui nasce una sorta di doppia esigenza: recuperare il giocatore dal punto di vista tecnico e preservarne il valore patrimoniale.
La fiducia dichiarata pubblicamente da Pisacane può dunque rappresentare una nuova opportunità. Ma dovrà essere Prati, attraverso allenamenti e partite, a trasformarla in qualcosa di concreto.
La stagione della verità per Matteo Prati
Il nuovo campionato potrebbe diventare uno snodo decisivo della carriera rossoblù di Matteo Prati.
A 2026 inoltrato non basta più parlare soltanto di potenziale. Il centrocampista è chiamato a dimostrare di poter diventare qualcosa di più di un talento intravisto, alternato e mai completamente espresso.
Pisacane sembra disposto a concedergli spazio e fiducia, ma ha già indicato la condizione fondamentale: accelerare.
Accelerare nella comprensione delle richieste tattiche, nella velocità delle giocate, nell’intensità senza palla e probabilmente anche nella personalità con cui affrontare determinati momenti della partita.
Tre anni fa Matteo Prati arrivava a Cagliari accompagnato dai colori accesi di una grande promessa. Oggi quella stessa tela appare decisamente più sbiadita. Non è ancora da buttare, ma necessita di pennellate nuove.
Cambierà qualcosa?



Pisacane lo farà diventare un grande, come scritto nell’articolo la tecnica non gli manca…forza @matteoprati dimostraci quanto vali e non dimenticarti la maglietta per Katia che ancora la sogna
Un fuoriclasse 🤣🤣 tocca a casinu che non sarebbe titolare neanche in serie B
Chi ha visto la partita di coppa Italia, prati in pochi minuti cha ha giocato ha messo due palloni in profondità niente male. Whinks non ha fatto un passaggio filtrante manco per sbaglio.
Diamo più spazio a prati che almeno riesce ad avere più visione di gioco e gioca di prima
Io lo terrei ! Può dire la sua
Come può cambiare un’ opinione dopo 10 minuti di una partita di Coppa Italia…….articolo utile a riempire una pagina.
Così come Gaetano superato il centrocampo aveva problemi così Prati ha problemi giocando davanti la difesa, non serve un Guardiola per notarlo
Prati è giovane ed ha finora scontato la difficoltà di una squadra dove, prima con Ranieri e poi con Nicola il deficit tecnico della squadra nel suo complesso era tale per cui non si perdonava la minima mancanza di grinta. I giocatori talentuosi di centrocampo sono emersi nel medio e lungo termine, perché prima che la garra puntano sulla visione e la tecnica pure. Oggi lui pulisce una quantità di palloni importanti ed è quasi sempre al centro delle azioni di ripartenza; è vero, talvolta sceglie la soluzione più facile, segno del fatto che ha paura di sbagliare. Di qui… Leggi il resto »
Dare fiducia a PRATI, GIOCATORE DI TALENTO
A me non è dispiaciuto è mi sembra che, finalmente, ci stia mettendo anche quella grinta e decisione che finora gli era mancata (l’entrata sul difensore dell’Arezzo che gli è costata il giallo, lo testimonia).
Prati e Maldini non sono giocatori che scèndono a difendere..hanno uno stile assai diverso per quello che vuole proporre Pisacane.per Maldini vista la tecnica e l’espèrienza che ha .il rischio lo prénderei.. ma per Prati son un bel po’ di anni che l’aspettiamo .. dunque fossi il giocatore chiederi una cessionne anche per lui stesso… Prati deve giocare ma con una squadra che gioca diversamente da noi..