Dal nostro inviato a Villasimius
C’è stato un momento, durante l’evento “Racconti Mundial” andato in scena nei giorni scorsi al Tanka Village di Villasimius, in cui il calcio è sembrato fermarsi. Non il calcio giocato, fatto di pressing, algoritmi e statistiche, ma quello narrato con voce lenta, riconoscibile, quasi familiare. Un calcio che profumava di domeniche pomeriggio, televisioni accese e telecronache rimaste dentro la memoria collettiva italiana.
Tra i protagonisti dell’iniziativa organizzata dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti e dall’USSI Sardegna, l’Unione Stampa Sportiva Italiana che nel 2026 celebrerà gli ottant’anni di attività, c’era anche Giuseppe Dossena, ex centrocampista della Nazionale italiana e campione del mondo nel 1982.
L’ex regista azzurro ha partecipato a un confronto dedicato a due figure storiche del racconto calcistico italiano: Nando Martellini e Bruno Pizzul, telecronisti che hanno attraversato generazioni trasformando le partite della Nazionale in frammenti di vita condivisa.

Dossena e il valore della memoria calcistica
Nel corso dell’incontro, Dossena ha riportato l’attenzione sul rapporto tra calcio e narrazione, spiegando quanto il racconto televisivo abbia contribuito a costruire l’identità emotiva della Nazionale italiana.
Per chi ha vissuto il trionfo mondiale del 1982 dall’interno dello spogliatoio, il nome di Martellini non è soltanto una voce televisiva. È una fotografia sonora. Il celebre “Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!” è rimasto sospeso nella memoria collettiva italiana come una specie di eco eterna.
Dossena ha sottolineato il valore umano di quei giornalisti capaci di raccontare senza sovraccaricare, lasciando respirare l’emozione delle immagini e delle partite. Un modo di fare telecronaca molto distante dai ritmi frenetici e iperanalitici del calcio contemporaneo.
Pessimismo sul futuro del calcio italiano
L’ex calciatore milanese, stimolato sul tema caldissimo del calcio italiano in difficoltà a livello interno e fuori dai confini nazionali, si è detto “pessimista” circa il futuro del movimento. Dossena ha auspicato l’arrivo di un dirigente capace di smuovere in profondità il sistema, con delle riforme forti: manifestando grande scetticismo che questo possa in realtà accadere.
L’annata del Cagliari
Infine, Beppe Dossena si è espresso sulla stagione disputata dal Cagliari. Reputa che quella rossoblù sia una piazza dove si possa fare calcio a certi livelli e, nonostante i risultati altalenanti, la squadra di Pisacane abbia fatto bene.
Di seguito, il video dell’intervista completa. Buona visione.
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Giusta analisi, si mangia bene, ottimo clima sole mare, si beve …e tanta figa!
Ha ragione :A CAGLIARI ci si trastulla.
Sarebbe stato più onesto se avesse detto:-“A Cagliari ci sono le condizioni ideali per vivacchiare”.
È evidente
🤣 🤣 🤣 🤣 🤣 🤣 🤣 🤣 🤣 eia salvezza ad oltranza!
Bella intervista peccato per i rumori che l’hanno disturbata.