Sulla carta d’identità di Nicolò Tresoldi c’è scritto nato a a Cagliari il 20 agosto 2004. In perchè è semplice: in quel periodo i suoi genitori vivevano nel Capoluogo isolano, dove ci sono ancora i nonni che Nicolò appena può viene a trovare. Figlio più piccolo della famiglia. Il suo ruolo è di punta centrale estremamente rapida, dispone di una buona tecnica e fiuto per il gol.. Nicolò è figlio d’arte. Suo papà Emanuele è stato anch’egli calciatore. Il ventunenne giocatore attaccante ha rilasciato un’intervista a Sport Week, il settimanale de La Gazzetta dello Sport
Cagliari
“Le mie origini sono di Cagliari dove c’è la casa dei miei nonni materni. Da bambino giocavo sempre, per farmi felice bastava una palla di qualsiasi dimensione. Giocavo, giocavo e giocavo. Stavo fuori ore fin quando mamma non mi diceva di tornare a casa. Trasferiti a Gubbio prima gioco a tennis, dove ero abbastanza bravo e mi allenavo tutti i giorni e giravo l’Europa (con Luca Nardi e Flavio Cobolli, lascio il tennis per il calcio. In Germania sono entrato nel vivaio dell’Hannover abbastanza velocemente, ho fatto tutta la trafila fino alla prima squadra. Il debutto è stato bellissimo, davanti a 40mila persone e in uno degli stadi più iconici della Germania”.
Gioca nel Bruges ma spera in una chiamata da Gattuso
“Mi fa strano pensare che fino all’anno scorso giocavo nella Serie B tedesca e ora ho due gol in Champions. È tanta roba, un salto che mai mi sarei aspettato. Ha sorpreso anche me stesso. Poi uno dei due l’ho segnato al Barcellona, la squadra che fino all’anno prima guardavo in televisione. Cioè, un sogno. La nazionale italiana? Da Coverciano non si sono mai fatti vivi. Se mi sarei aspettato una chiamata? Ovvio che sì”



Siamo tutti nati un po’ per caso, non solo Tresoldi.
speriamo che ci salvi ……col pensiero oltre che sperare nella nazionale!
Missàa che al Brugees hanno migliori talent scout che a Cagliari….