Petardo ad Audero, De Siervo alza la voce: “Tifosi non all’altezza della Serie A”

L’ad della Lega Serie A interviene sull’episodio che ha coinvolto il portiere della Cremonese: “Servono misure mirate e una svolta culturale. Non possiamo permettere che minoranze violente rovinino il campionato”

Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, è tornato sul grave episodio che ha visto protagonista Emil Audero, colpito da un petardo durante una gara della Cremonese. A margine dell’evento di partnership tra Haier e la Lega, il dirigente ha espresso una posizione netta, condannando l’accaduto e allargando il discorso al problema della violenza negli stadi.

Secondo De Siervo, quanto avvenuto non è un fatto isolato ma l’ennesimo segnale di un clima che rischia di compromettere l’immagine del calcio italiano. “Abbiamo condannato subito l’episodio, come facciamo con qualsiasi atto di violenza – ha spiegato –. È un momento complicato: le tifoserie, in generale, non stanno dimostrando di essere all’altezza del nostro campionato”.


Sanzioni inevitabili, ma il problema resta

Il numero uno operativo della Lega ha sottolineato come le istituzioni calcistiche stiano già intervenendo con provvedimenti severi, anche se dolorosi. Le limitazioni imposte fanno male alla Serie A, ma sono necessarie. A queste si aggiungono poi le decisioni del Giudice Sportivo, che opera in piena autonomia”.

Misure che, però, non risolvono da sole il problema. Per De Siervo manca ancora un salto di qualità sul piano della responsabilità collettiva: “Serve un atto di maturità profonda. Non possiamo continuare a inseguire emergenze senza affrontare la radice della questione”.


“Frange organizzate come guerriglia urbana”

Nel suo intervento, l’ad della Lega ha descritto con parole dure il comportamento di alcune minoranze del tifo: “Ci sono gruppi che si organizzano per scontri programmati, si muovono su piccoli pulmini come fosse una sorta di guerriglia urbana. È un fenomeno che va contrastato con decisione”.

Un lavoro che, secondo De Siervo, vede già impegnate le Forze dell’Ordine, ma che richiede strumenti ancora più precisi: “Le autorità fanno moltissimo, ma fermare tutti è impossibile. L’unica strada è isolare queste persone, colpendo in modo mirato con Daspo e provvedimenti di non gradimento, cercando di essere chirurgici”.


L’appello: “Non rovinare il calcio italiano”

Il dirigente ha infine richiamato tutti a una presa di coscienza più ampia: I danni al sistema calcio e all’immagine del Paese sono evidenti. Serve una posizione forte da parte di tutti per evitare di sciupare ciò che con fatica stiamo costruendo”.

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