In questo 2026, la Serie A affronta una trasformazione strutturale significativa, con l’introduzione della nuova Regola del Pareggio di Bilancio. Questa riforma, varata dalla FIGC, sposta l’attenzione dalla sostenibilità annuale alla sostenibilità triennale, obbligando i club a una gestione più oculata e strategica delle proprie finanze, con l’obiettivo di garantire stabilità economica a lungo termine. Il cuore di questa normativa risiede nel passaggio dal controllo annuale alla valutazione su un periodo di tre anni consecutivi.
Tra un anno
A partire dalla stagione 2027/2028, la salute finanziaria di un club non sarà più misurata su base annuale, ma si terrà conto della somma algebrica dei risultati di tre anni. Il nuovo sistema di controllo economico non si concentrerà più sul singolo anno, ma sull’aggregato dei tre esercizi finanziari (T, T-1 e T-2). La differenza tra ricavi e costi rilevanti dei tre anni determinano il risultato di bilancio. A regime, il pareggio si ottiene quando questa somma è pari a zero.
Sanzioni e controllo dei costi
Il calcolo prende in considerazione la differenza tra i ricavi rilevanti, come sponsor, diritti TV e plusvalenze da calciomercato, e i costi rilevanti, come ingaggi e commissioni. Il periodo di transizione per questa riforma sarà graduale: per la stagione 2026/2027, il controllo si baserà eccezionalmente su un biennio (2026-2027), per poi passare al controllo triennale definitivo.
Con la nuova regola del pareggio di bilancio, la Serie A recepisce integralmente il regolamento finanziario dell’UEFA, che introduce un controllo rigoroso sui bilanci dei club. Questo sistema prevede uno scostamento massimo di -60 nei tre anni consecutivi per ogni club, con l’obiettivo di garantire la sostenibilità economica a lungo termine. Se tale scostamento viene superato, scatterà una sanzione immediata. Il blocco del mercato per il club non in regola. Il blocco può essere revocato solo se i soci del club intervengono con apporti di capitale fresco o con finanziamenti postergati per coprire il deficit.


