Juventus–Cagliari non è mai una partita qualunque. Per i tifosi sardi rappresenta una delle trasferte più sentite, una sfida che negli anni ha mescolato numeri spesso sfavorevoli a serate epiche, imprese inattese e pagine che ancora oggi alimentano la memoria collettiva del tifo rossoblù.
Sabato, allo Stadium, andrà in scena un nuovo capitolo di un confronto che, per storia e atmosfera, va ben oltre i 90 minuti.
I precedenti un tabù quasi infrangibile
La storia delle sfide in Piemonte parla chiaro: il campo bianconero è stato terreno durissimo per il Cagliari.
Le due squadre si sono affrontate 43 volte in Serie A in casa della Juventus. Il bilancio è nettamente favorevole ai padroni di casa:
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26 vittorie juventine
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15 pareggi
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2 successi rossoblù
Il dato sui gol conferma l’andamento della rivalità: 78 reti bianconere contro 31 messe a segno dal Cagliari. Numeri che raccontano un divario storico, ma che non cancellano la magia delle rare imprese rossoblù, anzi ne amplificano il valore.
L’ultimo colpo del Cagliari firmato Max Allegri
Per rivedere il Cagliari uscire vincitore dal campo della Juventus bisogna tornare indietro di oltre 15 anni, a una serata rimasta nella leggenda: 31 gennaio 2009, Stadio Olimpico di Torino.
Una squadra giovane, coraggiosa, guidata da un Massimiliano Allegri agli inizi della sua parabola da top allenatore, mise a segno un’impresa destinata a rimanere nella storia.
Quel giorno il Cagliari vinse 3-2, firmando una delle prestazioni più sorprendenti della Serie A di quell’anno.
A decidere la sfida furono Biondini, con una zampata da incursore puro, Jeda, glaciale sotto porta e Matri, ex di turno e protagonista di quel ciclo.
Una curiosità affascinante: sulla panchina bianconera sedeva Claudio Ranieri, un altro tecnico destinato a scrivere pagine di grande calcio.
Cosa aspettarsi dal match di sabato
La distanza tecnica tra le due squadre resta, ma il calcio insegna che la storia può essere riscritta nei momenti più inattesi. Il Cagliari arriva alla sfida con la consapevolezza di poter mettere in difficoltà le grandi quando trova compattezza e intensità. La Juventus, dal canto suo, sa che questo appuntamento nasconde spesso insidie e che il passato recente non ammette cali di tensione.



Abbiamo di fronte 3 partite che molto probabilmente decideranno la sorte di piscane:juve ed atalanta( rigenerata da palladino:la importanza di avere un allenatore vero),fuori;roma,capolista,in casa.con la nostra qualità attuale ,è irrealistico sperare in un altro miracolo o botta di grandissimo c…..come a como=0 punti.a quel punto giulini tenterà di rimanere a galla rinunciando ad impuntarsi ancora su pisacane o dobbiamo sperare che lo faccia.ci aspetta lo ennesimo natale calcisticamente amaro
allora c’erano le magliette con su scritto “meglio calvi che Biondini”😅
Purtroppo da quando c’è Giulini non si è più riusciti a fare una squadra soddisfacente. Con questo non dico che detesto Giulini, ma purtroppo è pura verità.
“Il Cagliari arriva alla sfida con la consapevolezza di poter mettere in difficoltà le grandi”. Analizzo gli utimi 12 anni e mi sfugge da quale punto cardinale provenga questa consapevolezza.Illuminatemi!
Altri tempi quando non facevamo distinzioni tra big e A2
Chissà se il 40% capitanato da un imprenditore sardo sardo che a Chicago è il re della birra ha intenzione di dare almeno un 40 % d’identità a questo club dopo il tabula rasa del giullare che prima cacciò Matteoli poi pian piano ha ridotto all’osso l’identità anche nel vivaio, c’è un nuorese che il giullare non se mai cagato e utenti di questo gruppo che lo conoscono sanno che tornerebbe pure a nuoto per vestire il nostro rossoblù e non quello cosentino che cmq gli ha dato lustro e 4 anni di B, sto parlando di Aldo Florenzi secondo… Leggi il resto »
Auspicabile che Florenzi sia anche un pelino più decente di Cossu (l’uomo che non sapeva battere i calci d’angolo e che dal secondo anno in poi non saltava un uomo neanche a pregare perché tutti lo avevano sgamato). Comunque lì in mezzo c’è anche qualche bidone. Invece concordo alla grande con il complimento nell’ultima frase. Stavolta brava Margiani, ogni tanto stupisci.