L’Olbia Calcio è arrivato al punto di non ritorno. Dopo il derby perso 1-2 contro il Monastir, la squadra ha lanciato l’allarme più duro: senza garanzie economiche immediate, i giocatori non torneranno in campo. Una presa di posizione pesante, pronunciata a nome di tutto il gruppo da chi Olbia l’ha scelta come casa.
Conferenza stampa
A presentarsi in sala stampa è stato il capitano Daniele Ragatzu, affiancato dal vice Roberto Biancu e dal preparatore dei portieri Antonio Carafa, rappresentante dello staff tecnico. L’allenatore Giancarlo Favarin, visibilmente contrariato, aveva già lasciato lo stadio al termine della partita, a testimonianza di una tensione ormai insostenibile all’interno dell’ambiente.
Ragatzu non ha usato giri di parole: “Siamo stanchi. Se non arrivano risposte concrete nei prossimi giorni, la squadra si ferma”. Una dichiarazione che fotografa con precisione il livello della crisi: mensilità arretrate, assenza di comunicazioni ufficiali, incertezza totale sul futuro. Per i giocatori, lo scenario non è più tollerabile.
L’ultimatum
“Abbiamo dato tutto. Nessuno vuole andare via da Olbia, altrimenti non saremmo rimasti fin qui. Ma la situazione è insostenibile”, ha aggiunto l’ex Cagliari nelle parole riportate da Unionesarda.it e Centotrentuno.com, spiegando che il gruppo aspetterà ancora qualche giorno, confidando almeno nell’arrivo dei primi pagamenti dovuti. “Molti di noi sono qui da anni. Abbiamo fatto una scelta di vita”, ha ricordato il capitano, sottolineando la volontà comune di non abbandonare la piazza, purché ci siano garanzie minime per proseguire il lavoro.
La crisi dell’Olbia non riguarda però soltanto i giocatori. Tutti i dipendenti del club stanno vivendo da mesi la stessa situazione. In questo contesto, l’unica via d’uscita sembra essere un nuovo cambio di proprietà.



Assurdo come in una realtà oggetto del presenza del mondo multimilionario e preda degli investimenti dell’imprenditoria più disparata non esista nessuno disposto a intervenire e risolvere questa situazione. L’Olbia calcio, pur in serie C, è importante veicolo di valori per l’intera città, motivo di svago per l’intera comunità.
Credo che la cosa debba far riflettere l’amministrazione sociale e regionale quando chiamate alle loro valutazioni sul bene comune.