Il massimo campionato saluta uno dei suoi protagonisti a cavallo tra la metà degli anni Settanta e l’inizio del decennio successivo. Salvatore Garritano, attaccante tra le altre squadre di Torino, Atalanta e Bologna, ha perso una lunga battaglia contro la malattia. Avrebbe compiuto 71 anni il prossimo 23 dicembre.
Un attaccante del calcio romantico targato anni Settanta e Ottanta, che con coraggio aveva lottato contro un osso duro. Molto più scorretto e arcigno di un difensore che si prendeva cura di lui quando cercava il gol sul prato verde. Salvatore Garritano è morto questa mattina all’età di 70 anni, a causa della leucemia. Nato a Cosenza il 23 dicembre 1955, aveva debuttato nel calcio in Promozione con la casacca del Morrone nella sua città natale. Subito notato dalla Ternana, appena promossa in Serie A per la prima volta nella sua storia, però non riuscì a debuttare prima della stagione seguente (1973-74) in cadetteria. 7 gol che aiutarono i neroverdi a risalire immediatamente nel massimo campionato.
3 reti al primo assaggio vero di Serie A attirarono l’attenzione del Torino, desideroso di completare un reparto d’attacco impreziosito dalla coppia Graziani-Pulici. Tra i granata che conquistarono quello che finora è l’ultimo Scudetto, targato 1976, giocò brevi spezzoni – una da titolare proprio contro il Cagliari e 4 subentri nei secondi tempi – segnando un gol al Milan. Lasciaò il Toro dopo altri due campionati fatti sostanzialmente di briciole. In seguito calcò ancora i campi di massima serie con Atalanta e Bologna.
Dopo il 1984, lasciò le due categorie più importanti. Si ritirò nel 1989, ma tornò in campo per una comparsata con l’Ortana tra i Dilettanti (1995-96) e le ultime partite nell’Alcamo, a ormai 41 anni. Nel 2023, intervistato da L’Espresso, denunciò con amarezza l’omertà e il silenzio del mondo del calcio: affermò di essere stato soggetto a punture negli anni di attività per migliorare le prestazioni. Pratiche dopanti che, in tempi recenti, aveva raccontato al giudice di Torino Raffaele Guariniello occupatosi di questa terribile pagina sulle malattie e le morti premature di tanti ex calciatori.



🙏❤️
🙏🌹
Ha giocato anche nel mio Bologna, quello della bellissima cavalcata con i cinque punti di penalità, dovuti all’ anno del calcio scommesse. Un grande campionato, con Radice allenatore. Lui si alternava con Giuliano Fiorini e con Eneas, fece sette gol se non ricordo male. Ero un bambino. Mi dispiace molto ❤️💙
Il Bologna che tremare il mondo fa sta tornando. In bocca al lupo.
Il nostro rossoblu’ purtroppo è molto scolorito!
Ma valgono molto.
Molto forte Fiorini, se non sbaglio se n’è andato anche lui.
Si da una ventina d’anni.
Rip🙏🙏🌹🌹🌹
Il nome di Garritano, per chi ha conosciuto il calcio anni settanta, è conosciuto. Mi dispiace per la sua morte, condoglianze ai familiari. Suo nipote Luca Garritano gioca nel Cosenza.
Si si è conosciuto da chi ha passato da tempo i 60 anni io nel 1976 quando il Torino vinse lo scudetto avevo 16 anni. Condoglianze alla famiglia 😢
Allora c’erano in attacco i gemelli del gol Pulici e Graziani
Allenatore Gigi Radice.
Io ventiquattro.
Si potrebbe dire che siamo quasi tutti “coscritti” che possono dire “io c’ero” che bei tempi! 😒 anche se purtroppo nell’anno che il Torino di Garritano, vinse lo scudetto, coincide con l’addio al calcio per infortunio del nostro grande GIGI RIVA. 💙👋👋❤️
Fine della belle epoque.
Il Torino che vinse lo scudetto quell’anno la formazione era: Castellini,Santin,Salvadori Patrizio Sala Mozzini Caporale Claudio Sala Pecci Zaccarelli Graziani e Pulici dopo il grande Torino questa è stata la formazione più forte del dopo guerra
Con un gioco pressing a tutto campo come gli olandesi di allora.
Mi dispiace..R.I.P.