Se per giustificare il cosiddetto caso Luperto mister Pisacane aveva parlato di “giocatore da recuperare”, forse un altro di questi è Michel Adopo. Il centrocampista rivelazione della scorsa stagione aveva iniziato bene il campionato, affermandosi sui livelli acquisiti sotto la gestione Nicola. Poi però nelle ultime giornate qualcosa si è rotto.
Tanti errori palla al piede, come quello che contro il Sassuolo ha dato il là al ribaltamento di fronte che ha portato al gol dello 0-2. In quell’azione infatti, tutto nasce da un’apertura debole di Adopo per Palestra, intercettata da Coulibaly. Male in generale anche la gara con la Lazio, condita da imprecisioni e poca cattiveria.
Ora quella panchina contro il Verona, apparsa inizialmente come una scelta sorprendente e un po’ azzardata di Pisacane, si può tranquillamente leggere come il primo segnale dato dal tecnico al giocatore, forse apparso in calo agli occhi dello staff al pari di Luperto. E forse, senza Deiola ai box, di panchine ne sarebbero seguite altre, ma al momento non ci sono giocatori in grado di sostituirlo. Il recupero dovrà avvenire in campo e Adopo è chiamato a reagire subito, prima che la finestra di mercato imminente imponga riflessioni su un possibile concorrente per il ruolo.



Non e Adopo da recuperare ma sono società e allenatore da recuperare.
Adopo? La realtà è che siamo una squadra scarsa e allenata male. Siamo quelli che con l’Entella in coppa Italia abbiamo vinto ai rigori. Il livello è quello.
L’anno passato Adopo con Makou e soprattutto Prati in panca, formavano una buona mediana, ma da qui a dire che erano migliori o che uno soffre la mancanza dell’altro mi sembra esagerato. Secondo me in questo caso c’entra poco Pisacane, ci può stare un calo da parte del giocatore, sono umani, come successo a Luperto per esempio, speriamo si riprendano al meglio presto.
Adopo deve ritrovare la buona interdizione ed ottimizzare la fase offensiva, soprattutto nelle ripartenze, lo disse pure lui.
A Giulini a giugno serviva un signorsì, per vendere i pezzi pregiati senza interferenze. Per questo ha scelto Pisadog, non aveva considerato che un allenatore a metà, non viene considerato dalla squadra. I giocatori non si fidano di un mezzo mister. Quanto alla società che ha allontanato Nicola perché non aveva valorizzato Prati ora dovrebbe trarre analoghe conseguenze. Visto che attualmente tutta la rosa sta rendendo meno del dovuto.
Adopo andava bene con Mako. Da solo con Prati affianco non rende. Meglio con Deiola sicuramente. Poi Nicola aveva dei giocatori che aveva voluto, di cui si fidava e questi contraccambiavano. Pisacane sta lì ma i giocatori li ha scelti il titolare, altri li ha già trovati dalla gestione precedente. Non ha uomini suoi di fiducia. Praticamente un signor nessuno, un pesce fuor d’acqua. Serve un allenatore affermato e stimato che si faccia ascoltare, a cui la squadra si affidi totalmente.
Impegno arduo per Pisacane. I giocatori danno il massimo quando hanno un allenatore affermato, sono professionisti con una carriera da fare e se le cose non vanno la colpa è dell’allenatore. Al Cagliari i giocatori che possono seguire le direttive del tecnico sono i giovani come Idrissi, Obert, Felici, Prati, Borrelli oltre i fedelissimi Pavoletti e Deiola. Gli altri non hanno problemi ad andare altrove.
Solo adopo?
Da qui a Natale i calciatori da “recuperare” saranno….quasi tutti, e gli unici che non lo vogliono capire sono Pisacane e il suo…” Principale”….
Secondo me l’ allenatore è un tantino scarso…
Giacomo Dessì ma un bell’articolo per vedere se è recuperabile Pisacane, quando? Analizzando le prime 4 giornate e poi l’involuzione fino alla 9. Quale futuro ci aspetta fino al girone d’andata?