Walter Zenga, ex portiere e allenatore anche del Cagliari, si è raccontato in un’intervista a La Repubblica, ripercorrendo alcuni momenti significativi della sua carriera e soffermandosi anche su temi di attualità.
“Il lavoro di allenatore? È stressante, ma l’adrenalina è incredibile. Allenare è il lavoro più bello del mondo”, ha detto Zenga.
L’ex allenatore del Cagliari ha poi affrontato le polemiche legate alla sfida tra Israele e Italia, ricordando le sue prese di posizione pubbliche in favore del popolo palestinese: “Ci credo profondamente e non voglio banalizzare tutto riducendo la questione all’opportunità che l’Italia scendesse in campo”.



Zenga può piacere o non piacere come allenatore e può essere simpatico o meno, però bisogna raccontare le cose come stanno. Quando è arrivato c’era il Covid ma questo valeva per tutte le squadre e non solo per il Cagliari, ha preso la squadra con 32 punti e mancavano 12 giornate alla fine, quindi era praticamente già salva in quanto la terzultima è retrocessa con 35 punti, per cui ne bastavano solo 4 in dodici partite per salvarsi e in quelle condizioni era facile far debuttare qualche giovane..
Zenga ha fatto molto bene quando ha allenato il Cagliari anche in considerazione del fatto che si è trovato a lavorare in piena pandemia. Ha lanciato i giovani, tra cui Carboni. È vero: è schietto e questo non piace, come al solito ai soliti signori miopi e pieni di magagne. Spero che possa trovare una squadra in Italia.
Zenga mi è sempre piaciuto come personaggio, perché non è servo dei poteri forti e dice quello che pensa senza peli sulla lingua. Ecco perché non trova una panchina, perché dà fastidio al sistema.
❤️💙 Grande !!❤️💙