Intervistato da La Repubblica, l’ex Commissario Tecnico dell’Italia Luciano SpallettiĀ ĆØ tornato a parlare dell’addio alla Nazionale: “Quel pensiero non mi passa mai.Ā Mi toglie il sonno, mi condiziona in tutto. Quando mi hanno proposto di guidare la Nazionale non ci ho dormito due giorni:Ā la cicatrice sarĆ dolorosaĀ anche quando avrĆ fatto il suo percorso di guarigione.Ā Ma accettare l’incarico non ĆØ stato un errore, anche perchĆ© la Nazionale non chiede, la Nazionale chiama. Il mio errore ĆØ stato, allāinizio, pigiare troppo su questo senso di appartenenza, di identitĆ . Volevo stimolare quellāorgoglio che provavo io, ma ĆØ stato troppo.Ā All’Italia non manca qualitĆ , l’ho detto anche ai ragazzi che sono giocatori di livello. In quei mesi abbiamo avuto unaĀ pressione enormeĀ e non siamo riusciti a liberarcene. Mentre dicevamo che bisognava dare di più,Ā non riuscivamo a fare neanche il minimo sindacale”.
L’ADDIO AL NAPOLI
“AndandomeneĀ ho contribuito a far riconoscere situazioni che poi sono state chiare un anno dopo, quandoĀ De LaurentiisĀ ha capito che per vincere ancora avrebbe avuto bisogno di prendere un grande allenatore, cheĀ non dipendeva tutto solo da lui. Rapporto con De Laurentiis?Ā Il più grande dispetto che ho ricevuto ĆØ non averci fatto sfilare per la cittĆ sul pullmanĀ dopo lo scudetto”.



ma figuriamoci š allenatore che ĆØ sempre stato sovrastimato, oltretutto puntiglioso e fastidioso in tutti i sensi, ma sopratutto pessimo selezionatore. La veritĆ ĆØ che nessuno lo stimava e lo seguiva più di tanto. Meglio andare in pensione e tenere perlomeno la bocca chiusa, altro che interviste a Repubblica.
se l’Italia ha grandi giocatori, la qualitĆ non manca, allora il problema ĆØ l’allenatore. Con questa dichiarazione si ĆØ spalato m&rda addosso da solo, furbo !!
Se fossero giocatori di livello si sarebbe visto in campo cosa che non ĆØ avvenuta.Non bastano le raccomandazioni per partecipare ai prossimi mondiali.