Nuovi dettagli sulla travagliata gestione Amarugi: massoneria, bilanci falsati e fughe

Uno speciale de La Gazzetta dello Sport mette a nudo la malagestione Amarugi, alla guida del Cagliari nella prima metà degli anni Ottanta.

Il giornalista Furio Zara, per La Gazzetta dello Sport, ha ricostruito la travagliata gestione del Cagliari firmata Alvaro Amarugi. Una fase complicata per la società rossoblù, che fece pure da preambolo alla scomparsa prematura del protagonista. Figlio di un tagliaboschi esule politico e antifascista perseguitato, nato a Morciano di Romagna (Rimini) il 30 giugno 1929 ma grossetano d’adozione, Amarugi fece fortuna come industriale e divenne proprietario del club nell’ottobre 1981. Come venne reso noto in seguito, strappandolo a una cordata al cui vertice c’erano Armando Corona (Gran Maestro della Loggia massonica del Grande Oriente d’Italia e ed ex presidente della Regione Sardegna) e il faccendiere Flavio Carboni, tristemente noto per il coinvolgimento in parecchie vicende oscure della storia recente del Paese, tra cui quella del crack del Banco Ambrosiano. Ma restiamo focalizzati su Amarugi. Uomo dalle mille sfaccettature: titolare di un calzaturificio e un tomaificio a Grosseto, nonché di un’azienda operante in Sardegna nell’arredamento di villaggi turistici, collegi, comunità e conventi. L’idea di rilevare il Cagliari arriva al culmine di una serata tra amici sardi: Cocco, Puddu, Sanna, Tavolacci. Sono i collaboratori più stretti dell’imprenditore.

Era stato in precedenza il presidente del Grosseto in C2. Nell’estate ’83, con il Cagliari appena retrocesso in B, decide di smantellare la squadra e il malumore della piazza si è già fatto sentire. Lui invoca i poteri occulti per sostenere che i sardi siano stati mandati in B per “fargliela pagare“, in riferimento a chi lui ha strappato la proprietà del Cagliari quando l’ha acquistato. Come detto, vende quasi tutti i giocatori e ha il torto di avere dato il benservito a un certo Gigi Riva. La contestazione si fa sempre più forte e compare al Sant’Elia uno striscione emblematico: “Alvaro l’avaro sei un baro“. Amarugi vuole lasciare tutto e trova la via d’uscita nel 1984, cedendo il club a Fausto Moi.

Quest’ultimo, poco dopo, denuncia Amarugi per falso in bilancio e appropriazione indebita. I conti del Cagliari versano in condizioni disastrose. Nel novembre ’85 il sostituto procuratore della Repubblica Carlo Angioni emette un mandato d’arresto nei suoi confronti, ma è irreperibile. Anche la gestione Moi si rivela una vicenda triste per le sorti rossoblù, ma questa è un’altra storia. Amarugi nel frattempo si ammala e si nasconde nel bagagliaio dell’auto della moglie, per raggiungere da latitante l’ospedale di Orbetello. Siamo nel febbraio ’86 e l’imprenditore è gravemente malato al cuore. Viene raggiunto dai Carabinieri e il suo calvario, tra guai fisici e giudiziari, termina il 2 maggio 1988 con la morte a 59 anni per le conseguenze di un infarto.

Come ultima accusa, legata alla malagestione del Cagliari Calcio, la magistratura aveva contestato ad Amarugi di aver falsificato i bilanci degli anni 1982 e 1983; di avere sottratto dalle casse della società oltre 400 milioni di lire; di non aver versato l’Irpef; di avere trattenuto soldi “in nero” ottenuti dalla compravendita di alcuni calciatori. Si chiuse così la vicenda di un uomo, in modo inequivocabile, legato in maniera drammatica alla storia del Cagliari.

(Integrazione articolo con informazioni tratte da: Guerin Sportivo, n°7/1983, intervista di Marino Bartoletti ad Alvaro Amarugi)

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9 mesi fa

Per fortuna arrivarono gli Orrù

Fidel
Fidel
9 mesi fa

Giulini sicuramente non è paragonabile ad Amarugi e Moi , ma che sia un incompetente è sotto gli occhi di tutti. Dovrebbe occuparsi della parte finanziaria e le questioni tecniche lasciarle a chi di calcio ne capisce.

Andrea Martinelli⁶ accordo
Andrea Martinelli⁶ accordo
9 mesi fa

Amarugi prima di prendere il Cagliari e stato presidente dell iglesias, , interregionale, costruire una grande squadra, poi gli chiesero di prendere il Cagliari, dove commise diversi errori, Fausto Moi compro il Cagliari per ven altri motivi .oggi l unica cosa che non capisco è l esonero ,se fino ad un mese fa lo stesso Giulini on un intervista ha detto chiaramente che il si Bonato e stato il suo miglior collaboratore, Io non capisco il motivo, forse Muzzi.

Earnie
Earnie
9 mesi fa

Va detto che la retrocessione arrivò con il punteggio record di 26 punti, sufficiente per raggiungere la salvezza in quasi tutti i campionati a 16 squadre

Michele
Michele
9 mesi fa

Ricordo molto bene quel periodo.. il Cagliari era orma sull’orlo del precipizio. Grazie agli Orru, Longo e Ranieri riportarono il Cagliari in paradiso.

Commento da Facebook
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9 mesi fa

Pensatela come volete. Io ho vissuto quei tempi e se vedo e leggo il modo maleducato e indecente con il quale viene trattato Giulini (pagliaccio e cialtrone sono i termini più educati), mi girano le palle. Contestare è lecito e sacrosanto. Insultare e trattare quest’uomo come un delinquente fa schifo. Lo dico chiaro e tondo. Io ironizzo chiamandoli bobbottisti 👹👺(vivono nel terrore che Giulini venga di notte e se li mangi). Ma sono odiosi odiatori seriali.

Gigio
Gigio
9 mesi fa

Ma chi se ne fotte di amarugi!!! Ma nn sapete più cosa scrivere??

Jellino uno di voi
Jellino uno di voi
9 mesi fa

Non vi ricorda qualcuno?

A
A
9 mesi fa

Articolo sottilmente teso a difendere l’attuale proprietà ma credo che chi contesta Giulini continuerà a farlo senza problemi nonostante il tentativo di resuscitare uno spauracchio di mezzo secolo fa.

Alberto Antonini
9 mesi fa
Reply to  A

Per quanto sia criticabile la gestione Giulini, soprattutto nella scelta di alcuni giocatori e di alcuni collaboratori e tecnici, e io per primo tra i critici, mi sembra che siamo lontani anni luce da uno sfasciacarrozze come Amarugi. Il problema di Giulini è semmai volere ma non potere e saper fare una buona e solida squadra da serie A.

Ronaldeiolinho(Porto Alegre)
Ronaldeiolinho(Porto Alegre)
9 mesi fa

Sono pienamente d’accordo con te.

Jellino uno di voi
Jellino uno di voi
9 mesi fa
Reply to  A

Palesemente paragonabole alla precedente proprietà

Navigator
Navigator
9 mesi fa

Che riposi in pace ma rimane nella storia del calcio un personaggio squallido che ha disonorato il popolo sardo e la squadra del Cagliari.

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