“Giro per i campi e guardo partite dal vivo soprattutto nei weekend. Essendo a Roma ho la fortuna che si giocano le coppe durante la settimana, quindi il pallone e il calcio lo vedo tutti i giorni, è una fortuna per chi non lavora”.
“L’esperienza a Cagliari? Non ho mai avuto cose negative. Ho fatto sei mesi positivi in un momento in cui l’ambiente non era felice per la retrocessione. Era difficile riportare entusiasmo e positività. Io credo che la squadra poteva giocarsela tranquillamente, in tante partite non meritavamo di pareggiare o perdere, eravamo in una fase di crescita. La gente mi vedeva come un allenatore scelto da Giulini e vedevano in lui il responsabile della retrocessione. La negatività si percepiva, sono mancate quelle 3 o 4 vittorie di fila per smorzarla”.
“Ho sempre cercato di condividere le scelte. Viola e Lapadula sono stati scelti con la proprietà, avevano caratteristiche che andavano bene per il calcio che volevamo proporre, come Makoumbou. Volevamo tenere Walukiewicz, poi lui ha scelto di andare in Serie A e sono arrivati Capradossi e Dossena che aveva saltato tutto il ritiro. Quindi il percorso che avevo fatto in quel momento era una partenza con giocatori già un pochino più avanti, che conoscevano già un certo tipo di calcio. Dossena con me ha avuto poco spazio, poi se l’è preso e si merita quello che è successo. Però in quel momento avevo cercato di andare avanti con chi aveva fatto tutto il ritiro”.
“Non ho sassolini da togliermi. Cerco sempre di prendere il positivo, ho conosciuto tante persone. Il momento non era idilliaco, non siamo stati fortunati e quel pizzico di fortuna è arrivato nella seconda parte. Il rimpianto è quello che la squadra, nonostante le difficoltà, poteva rientrare nei playoff. Credo sia cambiata totalmente l’atmosfera. Arrivando Ranieri è riscoppiato l’entusiasmo. Non ci possono essere rimpianti se si viene sostituiti da un mostro sacro. Ha credibilità, come ha aiutato il Cagliari sta aiutando la Roma, dove è avvenuto un terremoto. De Rossi era la persona giusta e potevano dargli tempo, Juric difficilmente poteva sostituire una persona così nel mondo Roma e ha pagato più di quelle che erano le sue colpe. Ranieri ha portato tutti a remare dalla stessa parte”.
“Felici? Ero il suo presidente di una società calcistica romana, giocava da me e l’ho portato nel settore giovanile del Lecce. Lo feci esordire perché avevamo necessità. Le caratteristiche di oggi le ha sempre avute, oggi ha qualche convinzione in più nei suoi mezzi”.
“Il Cagliari di Nicola credo che abbia trovato più convinzione. Lotterà fino alla fine, in casa potrà tirare fuori qualcosa in più, ma sarà una battaglia intensa fino alla fine. Il Torino è simile al Cagliari, fa dell’organizzazione, dell’umiltà, della fisicità, i punti forti. Sarà una partita giocata sui duelli e gli episodi faranno la differenza. Con la Lazio invece sarà diversa perché faranno la partita, mentre il Cagliari potrà fargli male nelle ripartenze”.



nemmeno per noi
E ci credo, pagato per non aver portato nessun risultato
Sempri surau ooo gadozzu
I più grandi campioni e allenatori, fanno dell’umiltà e dell’onestà la loro forza, Liverani purtroppo non sarà mai un grande allenatore perché manca proprio di questa caratteristica.
È un decennio nero per il Cagliari, purtroppo. Io personalmente non rimpiango: Mazzarri, Agostini, Liverani, Ranieri e non rimpiangero’ in futuro Nicola. Di quelli che hanno preceduto Mazzarri ho fatto il reset.
Al suo posto cercherei un altro lavoro
Pitticca sa cugurra
ma perché 🥶🥶🥶 ???questo è peggio di ventura 😱😱😱
Rimpianto perche’ non puo’ piu mangiare porchetto a sbaffo.
Beh era destino che Cagliari non portasse bene a Liverani.Sbaglio a ricordare ma Cellino si infurio’ non poco quando lui e Maresca giovani promesse della primavera firmarono per altre squadre?.