Ieri a Selargius, nella sala consiliare comunale, ha avuto luogo l’evento dedicato all’ex bomber rossoblù Gigi Piras. Il suo 70° compleanno ha visto contestualmente la presentazione del libro sulla sua vita, scritto dal giornalista Pietro Marongiu che condivide con Gigi un’amicizia pluridecennale. Uno spaccato sportivo e familiare, a forti tinte rossoblù come testimoniato dalla presenza di una bella torta e tre maglie portate dal curatore del Museo Rossoblù Simone Gallus. Perché, come Piras ha affermato ai nostri microfoni nell’intervista rilasciata a margine della serata, indossare – e onorare – la maglia del Cagliari è stato “realizzare il sogno di un bambino di 13 anni“.
Diversi suoi compagni dell’epoca lo hanno accompagnato in questo dolce tuffo nel passato, compresi i due “stranieri” (come li ha definiti lui stesso) Francesco Casagrande e Franco Selvaggi che vivono lontano dalla Sardegna ma non hanno voluto perdersi questo momento importante del loro capitano. Proponiamo gli interventi dei presenti, a cui Gigi Piras ha passato il microfono senza lesinare gesti affettuosi, agendo da autentico mattatore come è nella sua indole riconosciuta. La bandiera rossoblù si è commossa in numerose occasioni: il ringraziamento alla madre e ai fratelli presenti ha rotto la sua voce; le parole degli amici hanno spesso e volentieri avuto il sopravvento sul tentativo di contenere le lacrime.
Tante risate, ovviamente. Gli aneddoti gustosi su Beppe Tomasini, tacciato di essere tirchio e che lascerebbe sempre pagare il caffè agli altri; gli scherzi a Franco Selvaggi, come quello celeberrimo delle posate al ristorante; l’ironia sulla morte da parte di Mario Brugnera, vista la recente scomparsa di alcuni giocatori dello Scudetto, con gli scongiuri di Gianni Roccotelli seduto accanto a lui; i 400 milioni pagati dal Torino per Renato Copparoni, che diedero respiro alle casse vuote del club; il fil’e ferru bevuto da Francesco Casagrande prima delle partite, per un modo di scaldarsi quantomeno bizzarro. Buona lettura.
PREMESSA DI GIGI PIRAS.
“Sono un po’ emozionato. Partendo dal Don Orione, qui c’è anche il mio primo allenatore: Pinuccio Ortu. E i miei ex compagni. Ringrazio in particolare Francesco Casagrande, che mi ha fatto una sorpresa, e Franco Selvaggi che è venuto insieme a tutta la sua famiglia per questa giornata. Grazie anche a Roberto Muzzi e al Cagliari Calcio, che oggi mi ha dedicato un post per il compleanno. Ringrazio i miei concittadini, gli amici. Soprattutto i miei fratelli (si commuove, ndr)”.
CASAGRANDE.
Piras: “Io non ti ho mai visto fare riscaldamento prima della partita. Come mai? Vogliamo raccontarlo?“.
Casagrande: “Un giorno dottor Fadda, prima di una partita in casa, mi diede un bicchierino di fil’e ferru per combattere un bruciore di stomaco. Da allora, in ogni partita casalinga, si ripeteva questo rito che mi faceva scaldare. E scaldava… Quando sono arrivato a Cagliari, 48 anni fa, Gigi mi mise un braccio sulla spalla. Da quel momento sono diventato suo fratello. Dovete sapere che io l’anno scorso ho compiuto 70 anni io e lui è arrivato a sorpresa a casa mia. Un regalo bellissimo, che ho desiderato fare io a lui oggi. Gigi vicino in ogni momento della vita: lui c’è sempre stato per me“.
SELVAGGI.
Piras: “Una sera siamo andati a cena al ristorante, insieme a Canestrari e altri. Mi viene l’idea di fare uno scherzo a Franco: gli misi un sacco di posate nelle tasche del cappotto. Rimasi d’accordo con il gestore del locale, affinché ci perquisisse prima di andare via. Io e Canestrari facemmo finta di arrabbiarci, e poi trovò le posate addosso a Franco. ‘C’è sempre chi ruba!’ “.
Selvaggi: “Quelle posate le avrei volute davvero portare via, non è che a quell’epoca girassero molti soldi eh? Scherzi a parte… Gigi è stato un giocatore fortissimo, generoso: anche troppo, secondo me. Avrebbe potuto segnare tanti gol in più, però spesso preferiva aiutare i compagni. Si è sempre messo al servizio della squadra, dicevano che non corresse ma… Invece era l’esatto opposto. Devo a lui e ai miei compagni se sono diventato campione del mondo in Spagna. E trovo doveroso ricordare chi mi ha portato a Cagliari: Gigi Riva (applausi, ndr)“.
TOMASINI.
Piras: “Il grande Beppe: io l’ho avuto come compagno e pure come allenatore in seconda di Toneatto“.
Tomasini: “Parlare di Gigi Piras è come parlare di un maestro di calcio. Giocatore straordinario, molto intelligente dal punto di vista tattico. Scopigno, nelle partitelle in settimana, a un certo punto lo levava dal campo per non fare stancare troppo i nostri difensori e questo la dice lunga sul suo valore“.
QUAGLIOZZI.
Piras: “Roberto Quagliozzi è stato uno dei più forti centrocampisti con cui abbia giocato“.
Quagliozzi: “Con Gigi ho giocato dodici anni: so tutto di lui. Mi ha rubato pure qualche gol! Esordii nel 1974 e lui quel giorno era in panchina. Grande giocatore: come difendeva il pallone lui, ne ho visti pochi“.
COPPARONI.
Piras: “Eccoci a Renato, grande portiere e amico. Però un giorno decisi di abbandonarci… Ho scoperto però, poco tempo fa, che ci hanno dato dei soldi!“.
Copparoni: “Nel 1978 si fece avanti il Torino per acquistarmi. Andammo a Capo Boi io e Gigi Riva, per incontrare l’allenatore granata Gigi Radice e il ds Bonetto. Io ero titubante, perché avrei dovuto lasciare la mia terra, gli affetti, i compagni di squadra. Ma il Toro mise sul piatto 400 milioni di lire... Restammo d’accordo che dopo 48 ore di riflessione avrei risposto. Però, nel viaggio di ritorno in auto, Riva mi fece capire che sarebbe stato meglio accettare: aveva i suoi motivi. Le casse del Cagliari erano a secco, noi giocatori non ricevevamo lo stipendio da cinque mesi. Fu così che andai a Torino. Con Gigi ho condiviso il percorso dal settore giovanile, momenti importanti e difficili. Il blocco dei giocatori sardi, in un determinato momento, evitò che la società fosse messa in mora. La storia parla chiaro: Gigi è stato un grande calciatore, aiutando pure i compagni d’attacco con altruismo“.
Piras: “Allora ti ringrazio, perché ci hai permesso di ricevere finalmente lo stipendio!“.
BRUGNERA.
Piras: “Eccolo, il vecchietto. L’uomo a cui io e Virdis dobbiamo tutto. Ci diceva: io metto la palla lì, uno di voi due deve arrivarci per forza. E non sbagliava. Il vero capitano: ho imparato da Mario a fare il capitano (applausi, ndr)“.
Brugnera: “Gigi, mi fai commuovere. Grazie per le tue parole. Siamo stati una grande squadra, ero benvoluto e io cercavo di incoraggiarli. Ci volevamo bene, non è mai successo nulla e posso dire di aver visto passare tanti giocatori… Ci vogliamo bene ancora oggi e speriamo che duri per altri cento anni. Ci troviamo tante mattine a prendere il caffè: lo sapete, ogni tanto ci lascia uno ma speriamo che finisca questa storia. I miei compagni lo sanno che scherzo e ci prendiamo in giro, ci abbracciamo e vogliamo bene. E Tomasini non paga il caffè (risate da parte di tutti, ndr)“.
ROCCOTELLI.
Piras: “Gianni Roccotelli è il compagno più simpatico che ho avuto nella mia carriera“.
Roccotelli: “L’ho ospitato a Torino, quando lui si recò per le cure oculistiche in Svizzera. Da lì in poi siamo sempre stati amici. Determinante nelle nostre partite, generoso, correva tanto. In bocca al lupo a te, Gigi, e al Cagliari che speriamo faccia bene quest’anno“.
MUZZI.
Piras: “Questo ragazzo lo conobbi per la prima volta quando, molto giovane, andò a giocare al Pisa“.
Muzzi: “Quando arrivai a Cagliari, Gigi mi augurò di segnare tanti gol quanti ne aveva realizzati lui: ho fatto del mio meglio per riuscirci. Mi disse: Roberto, la maglia del Cagliari è molto importante. Grazie Gigi: per quello che hai fatto per questi colori e per la persona che sei“.



A chent’annos Gigi Piras❤️💙
Grandi campioni
Casagrande Spadino e Lele Gattelli… Tanta roba ❤️💙
Mancava Pino Bellini
Da sinistra in piedi; Casagrande, Selvaggi, Piras (?) seduti a partire da sinistra; Tomasini, Quagliozzi, Copparoni, Muzzi
Grandi..Campioni.
Il tempo passa per tutti si invecchia, e si vive di bellissimi ricordi
In un Quartu-Selargius finale provinciale allievi, campo delle saline a Cagliari mi segnò un goal su rigore. Auguri Gigi Piras
A quei tempi io ero dirigente dei Rangers di Quartu. Quando incontravamo il Selargius erano solo dolori. Gigi era dieci spanne più in alto dei nostri migliori: impossibile marcarlo. A chent’annos Gigi.
Conosco molti dei rangers.
Che bello sarebbe incontrarvi Claaude Alibaba e spremervi negli anedotti da,raccontare
Ognuno ha le sue cose da raccontare. Prendo spunto dagli articoli di calcio Casteddu.
Claudio.
So quando è stata fondata la squadra e da chi.
Grande Gigi!