Nel corso del webinar “Sport Business Talk”, parte del Master in Gestione dei Club Sportivi di LegisLAB Academy, il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, ha discusso dell’attualità del club rossoblù e del sistema calcistico italiano. L’evento ha visto la partecipazione di diverse personalità di spicco del calcio, tra cui Rebecca Corsi, Daniele Pradè e Igli Tare. Le sue parole:
“Ci siamo ritirati su nelle ultime due gare, riprendendoci quei punti che avevamo lasciato per strada in particolare tra la trasferta di Lecce e la gara in casa contro l’Empoli. Siamo tornati in media salvezza, in una corsa che sarà complicata: le neopromosse hanno qualità e disponibilità per fare molto bene, i nuovi format delle competizioni europee per Club toglieranno energie alle big e quindi la soglia salvezza potrebbe alzarsi rispetto alle scorse stagioni”.
“Questo è l’undicesimo campionato sotto la mia gestione, il nono di Serie A: lo ribadisco sempre con orgoglio perché non è mai facile rimanere nella massima serie, ancora di più per noi ormai pochi presidenti e proprietari italiani rimasti al timone”.
“Guidare il Cagliari, indossare la maglia rossoblù è un’enorme responsabilità perché rappresentiamo una regione e un popolo meravigliosi, che ho la fortuna di frequentare da tantissimi anni. In Sardegna, a differenza di regioni e terre confrontabili (penso alla Sicilia, alla Corsica, ai Paesi Baschi), solo una squadra ha raggiunto la Serie A di calcio e vinto uno storico scudetto. Questo da solo fa capire il significato del Cagliari per i sardi che ci seguono e sostengono in ogni occasione, da ogni parte del mondo. Anche per questo nello sport la parola imprenditore non è quella adatta: il calcio è dei tifosi, le squadre sono dei tifosi, e non lo ricordiamo mai abbastanza”.
“Credo ci sia sempre molto bisogno di esempi positivi da seguire, di messaggi importanti. Il nostro ex allenatore Claudio Ranieri, proprio a Bari – in uno stadio festante, pieno, col Bari favorito e decine di migliaia di persone pronte a gioire – mandò un messaggio splendido non solo ai nostri tifosi ma a tutto lo sport: il calcio va vissuto con equilibrio, ma soprattutto con rispetto”.
“Nazionale? Da tifoso ho sofferto per gli Europei, dove la squadra e l’allenatore hanno dato troppo poco: il tifoso in quel momento si aspetta sempre il linciaggio e decisioni drastiche. Da quelle dimissioni non arrivate e che magari qualcuno si aspettava è nato ciò che si sta intravedendo adesso: una squadra che gioca a calcio, un allenatore che infonde le sue idee, giovani di qualità, mi piace l’analogia con quella terribile notte di Venezia del 2022 e dalla quale siamo ripartiti. La Nations League sta dando sensazioni positive, va mantenuto equilibrio perché è una Italia giovane che ancora si deve fare, ma sono convinto che si farà perché penso esista un gruppo forte, che probabilmente agli Europei non si era ancora forgiato”.
“Il VAR va prima di tutto capito, perché è soggetto a dinamiche innumerevoli. Faccio un esempio recentissimo: contro la Juventus abbiamo assistito a due rigori abbastanza “leggeri”. Abbiamo voluto chiarire con i vertici arbitrali il perché nel rigore per noi fosse stata valutata tutta l’azione dal principio, cosa non successa in occasione del rigore per la Juventus. La risposta è interessante perché dimostra come spesso anche molti di noi addetti ai lavori non siamo sul pezzo. Se nel primo caso poteva essere uscita la palla e quindi il VAR poteva intervenire, nel secondo l’eventuale fallo di Gatti non era una fattispecie “da VAR” e andava lasciato al giudizio dell’arbitro in campo. Una risposta che ha chiarito un mio dubbio. Spesso addetti ai lavori e tifosi non conoscono perfettamente le regole e nascono discussioni prive di senso, penso che il VAR a chiamata potrebbe essere una bella idea per aumentare lo spettacolo, si deve lavorare per migliorare in generale, sempre. Credo anche che un’evoluzione positiva potrebbe essere creare delle vere e proprie squadre arbitrali che durino per tutto il campionato, visto che a volte ci sono difetti di comunicazione fra arbitri e addetti VAR”.
“Nicolò oggi è un centrocampista totale, può fare tutto in mezzo al campo ed è un calciatore ormai formato, un leader. La differenza è questa, rispetto agli altri ottimi centrocampisti italiani della Nazionale: ci sono ragazzi di grande qualità e che lavorano tanto, ma che devono ancora confermarsi. Barella è il presente e il futuro dell’Italia e a Cagliari fortunatamente lo conosciamo bene”.



Caro Presidente è vero che con la sua gestione negli ultimi 11 anni abbiamo giocato nel massimo campionato per 9, ma come? ad eccezione di uno sempre attaccati al fondo classifica, con tanti schiaffi e poche soddisfazioni se non all’ultima giornata perché ci siamo salvati.
Il suo predecessore che non giudico in modo positivo, era leggermente più furbo di lei nel mercato ed in genere a 3/4 del campionato era già salvo, in qualche rara occasione ci regalava anche spazzi di buon calcio, lei poco.
Poteva almeno dire, mi scuso con tutti i sardi che per la mia testardaggine in questi anni non sono riuscito a costruire una squadra competitiva
Pogarirari che personaggio,non lo inviterei manco a c’è posta per te ,piccolino il canta storie ,se tutte le interviste fossero come le promesse che ha fatto , soprattutto in chiave Europa che sto ancora aspettando,allora si eh,
Giulini è una persona fin troppo pacata e rispettosa, niente a che vedere con presidenti arroganti e spocchiosi che ci sono in giro. È però incredibile che si continui a dare la colpa a Giulini sullo stadio, quando anche le pietre ormai hanno capito che i ritardi sono esclusivamente burocratici.
Ritirati con l’accento sulla seconda i 🤣🤣. Dai scherzo, sembra che stia cominciando a sbagliare di meno!
Ritirati non è corretto🤣
Tirati sù è corretto!
Niente di personale sull’operato di Giulini ma non è stato difficile farsi un idea nel corso di questi anni.I tifosi non sono stupidi e non devono sorprendere certe considerazioni. Personalmente non l’ho mai visto eccellere in brillantezza e/o scaltrezza, mai sentito dire qualcosa di costruttivo e mai ha inciso su quello che poteva essere il futuro del Cagliari, ha anche investito ma in maniera sbagliatissima. Il buongiorno si vide dal mattino e ancora oggi è così.
Lo stadio non vedrà mai luce
È così sia. Ma chini sesi? Gesù Cristu, biau de tui, tutto certezze e sentenze.
Io non so niente, fortunatamente, vivo alla giornata senza tante certezze, la vita è strana e cambia in un secondo la tua via e le tue certezze di oggi non sono nulla domani.
Spassiarì.
Ciao Bruno
Ha espresso civilmente una sua opinione. Ma chini sesi tui
Ma che cosa c’entra: ha espresso una sua opinione? Tutti esprimiamo una nostra opinione! E allora non si può forse commentare? Ma con quale certezza si può scrivere: lo stadio non vedrà mai la luce? Con la certezza di chi vuole fare disfattismo e basta! Capirei se fosse una frase gettata così da parte di Giulini senza poi far nulla. Ma mi pare sia chiaro a tutti che si sta facendo di tutto per costruire lo stadio e che ci si scontra con questa terribile burocrazia e pigrizia politica con la quale non solo si sta scontrando Giulini ma tantissime… Leggi il resto »
quindi, caro call0nazz0, ammetti che si possono esprimere opinioni, ma tassativamente , secondo le tue idee e quelle di qualche altro c0gli0nazzo della tua specie e non idee proprie! Continua a renderti ridicolo , è l’unica cosa che ti riesce bene…
Se ci devono dare un rigore contro non ci pensano due volte e vogliamo giustificarli nella mancanza conoscenze del regolamento.