IL MATCH DI SABATO. Il prossimo match di campionato che vedrà di fronte Lecce e Cagliari può essere un motivo validissimo per ricordare una delle figure più importanti del calcio italiano, che ha lasciato una traccia profonda in entrambe le piazze: stiamo parlando di Carlo Mazzone. L’allenatore primatista storico di panchine in massima serie (792, più 5 match di spareggio) è scomparso il 19 agosto 2023 a 86 anni.
A TESTA ALTA. Con la compagine pugliese, Mazzone disputò poco più di tre campionati raggiungendo risultati di rilievo: una promozione in A seguita da due salvezze, tra il 1987 e il 1990. Cagliari ha invece rappresentato per il tecnico romano un ricordo agrodolce. Il punto più alto dei sardi nel dopo Scudetto, ovvero la qualificazione UEFA 1993. L’amarissima retrocessione di quattro anni dopo, nello spareggio con il Piacenza. Sempre a testa alta. Riposa in pace, Carletto.



Mazzone, quello che ci portò in Uefa, o quello che scappò dopo lo spareggio e che non ne poteva più, salvo poi allenare il Napoli? Quello che ci mandò in B con l’Ascoli?
Taci non sei degno manco di allacciargli le scarpe.
Però la storia è storia
Ci vuole rispetto per una persona che non c’è più in questo mondo.
E allora? Se uno è allenatore dell’Ascoli, com’è che dovrebbe far salvare il Cagliari e non la sua squadra in uno scontro diretto!? Ma siamo sicuri che il cervello sia collegato con la mano che digita?
L’Uomo Mazzone, come avrebbe detto Lui, è stato Gran Maestro di sport e una persona integra ed onesta. Il tutto in un mondo, come quello del calcio, dove questo non sempre è scontato.