“La mia volontà di vendere il club resta attuale. Anche la vicenda giudiziaria che mi ha visto protagonista testimonia che una persona da sola non può più fare calcio come una volta”. Lo ha detto Massimo Cellino all’uscita del Tribunale dopo il proscioglimento dalle accuse di reati fiscali rispondendo alle domande dei giornalisti sul futuro del suo Brescia.
“Sto dialogando con dei fondi perché ormai per fare calcio a certi livelli servono quelli. Ai fondi posso vendere il club o farli entrare in compartecipazione” ha aggiunto l’ex numero uno del Cagliari nelle parole riportate da Tmw.



Toccato il fondo continuava a scavare, poi l’hanno ripescato. Vero peones?
Spiegalo a Giulini che il fondo che deve cercare non sta nella classifica
..ma nello stile di vita.
Una tra le tante differenze Cellino e Giulini è che il primo con il Cagliari ci guadagnava, speculando con la compravendita dei giocatori e tagliando i costi di gestione, vedi abbandono totale del Sant’ Elia con conseguente crollo. Il secondo invece reinveste (fino ad ora male) tutto ciò che incassa nella crescita della società, infatti in 10 anni ha triplicato il fatturato e di conseguenza il valore.
( fino ad ora male solo a livello di squadra e giocatori)
Ciao Lele, tutto vero, sono d’accordo con te ma il Cagliari è una società di calcio e le competenze in materia sono fondamentali e lui non ha dimostrato di averle. In questi ultimi 2 anni intravedo qualcosa di nuovo , perlomeno non vedo più la squadra farcita di figurine vintage dal lauto ingaggio ma è troppo poco.
Ciao Marco, si è decisamente cambiato dopo l ultima retrocessione, dove la fluorsid è dovuta intervenire per ripianare il deficit di bilancio ( forse il padre gli ha fatto una bella tirata d’orecchie). Ora non rischia e va alla ricerca del pari in bilancio con il rischio di finire in serie B, per vederla in maniera positiva sì può dire che sta agendo da buon imprenditore magari aspettando tempi migliori, e secondo me,se ci salviamo, potrebbe fare un buona squadra già dalla prossima estate. Fortuna o bravura permettendo.
Il padre buonanima.
Rip allora la mamma
Il padre è scomparso nel 2011
Grande rivelazione, chi l’avrebbe mai detto che per fare calcio a certi livelli servono i fondi? Ma non era quello bravo che a Cagliari sapeva acquistare brocchi che trasformava in oro e che ci ha mollato perchè si era preso una cotta per il Leeds e poi si è innamorato del Brescia che l’anno scorso è finito in C, ma è stato recuperato in B grazie al fallimento della Reggina? Ma per guidare queste società prima non aveva bisogno dei fondi? Come andavano avanti, per la sua simpatia?
Lui si è’ innamorato di Leeds e Brescia per poi essere ricambiato da una passione travolgente dei rispettivi tifosi.
Cellino suscita opinioni contrastanti.
Divide spesso la tifoseria.
Se devo esprimere un giudizio, avendo vissuto tutto il periodo della sua proprietà, preferirei mezzo Cellino a 1000 Giullini. Ritengo non ci sia paragone rispetto a leadership, scaltrezza imprenditoriale, capacità decisionale, velocità di apprendimento.
Nella gestione Cellino alla fine mi sono divertito, non dubitando mai della gestione economico finanziaria e prendendo atto del suo modo di fare. Giullini è da bocciare in toto
Hai pienamente ragione , pur con tutti i difetti e le contraddizioni , Cellino è 10 spanne superiore al milanese .
10 spanne=Cagliari 5 campionati in serie B
Io credo che ci possa essere di meglio di entrambi…
Due perdenti e che potevano fare i presidenti nel calcio degli anni 90,ma ora servono soldi,spirito imprenditoriale e collaboratori all’altezza…
Allo stato attuale ,entrambi non hanno i requisiti,per competere con le potenze della premier league,della Bundesliga ma soprattutto del nostro piccolo orticello…
Dove i presidenti solo al comando sono rimasti in pochi e nelle ultime posizioni….
Cellino in contatto continuo col fondo.
Ha toccato il fondo infatti
….e mettetevi con Giulini!