Unipol Domus: la straordinaria ondata silenziosa per il Mito

Sensazioni e sentimenti nell'osservare l'omaggio continuo alla camera ardente di Gigi Riva: tanto amore e, purtroppo, qualche imbecille.

Dal nostro inviato all’Unipol Domus

Quando una persona come il sottoscritto è abituata a recarsi all’Unipol Domus secondo certi dettagli, in occasione delle partite interne rossoblù e con i riti che anticipano il lavoro, nota e assorbe ogni differenza dal consueto. Intanto, l’aspetto climatico. Un martedì soleggiato, dal cielo pulito però segnato dal vento perenne e gelido. La mente si perde in pensieri forse esagerati, come il voler trovare un segnale anche in questo: l’azzurro del cielo per rimandare all’amore di Gigi per la Nazionale; quel freddo che ti entra nelle ossa, che caratterizza bene i momenti di tristezza.

Già da un’oretta prima dell’apertura della camera ardente, i visitatori hanno cominciato ad accumularsi lungo il muro del vecchio Sant’Elia che, in quei momenti, pareva ancora più abbandonato e solo nel suo declino inesorabile. Sembra assurdo come l’ex stadio, resosi necessario per ospitare il grande Cagliari di Riva, sia ancora in piedi al cospetto della scomparsa di quell’eroe che lo aveva popolato per anni. Basta divagazioni.

Arrivano uno dopo l’altro i calciatori rossoblù, così come Ranieri e la dirigenza al gran completo. Un mazzo di fiori viene consegnato nelle mani di capitan Pavoletti. Dopo i primi gruppi d’ingresso nella camera ardente, viene concesso ai giornalisti di poter omaggiare il Mito. Non descriverò pubblicamente alcun dettaglio, nemmeno il più innocuo: perché lo porterò con me, con il rispetto e la dignità che tutti gli uomini meritano in circostanze del genere. Elementi che nessuno, dico nessuno, dovrebbe mai avere l’arroganza di travalicare. E invece…

Cosa si fa per vendere meglio un prodotto, o semplicemente per meschinità. Osservare con rabbia tanti operatori video, arrivati lì solo per insinuare un obiettivo tra le serigrafie della vetrata prima del feretro, mi ha fatto stare male. Avrei voluto urlare parole dure, contro quello che reputo un diritto di fare cronaca da sciacallo. Per rispetto del luogo e della circostanza ho taciuto, ma ora me ne pento. Scusali, Gigi.

L’età media dei visitatori è variegata, trovano spazio anche cagnolini, fiori. In tanti si sono presentati con addosso una maglia, felpa o sciarpa con i colori rossoblù: l’appartenenza allo stadio, nonostante ieri non fosse un match day. Persone anziane, dalla salute cagionevole o in visibile difficoltà sono arrivate fino a lì dopo tanto tempo in coda. Sono rimasto particolarmente colpito dall’omaggio di una delegazione della scuola calcio Gigi Riva, accolta dal figlio Nicola con grande affetto e tante lacrime. Da questo lato della vetrata, si è udito un lungo applauso.

Il freddo continuava la sua opera, incessante. Fino al tramonto. E lì, girandomi a osservare il cielo rivolto al Sant’Elia, sono scese altre lacrime: due spruzzate. Di colore rosso e blu. Dovevano replicare all’azzurro della mattina, inevitabile. Quando arriva il momento di andare via, i miei occhi non riescono quasi a crederci. Tutto il perimetro dello stadio è pieno zeppo di persone in fila per entrare nella camera ardente: e sono già le ore 20. Quanto amore per te, Gigi Riva. Nato a Leggiuno, diventato eterno a Cagliari.

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9 Commenti
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gianni
2 anni fa

Un uomo immenso,che ci ha dato un calciatore immenso.
Uno di noi,più di noi,sardo fino ala radice dei capelli.
Persona discreta,schiva,umileda rispettare e amare.
Ero ragazzino,l’ho visto crescere,ora ho 67 anni,lo piango come fosse uno di famiglia,perchè è stato un grande di cuore per ogni sardo.
Ti sono grato per l’amore che ci hai dato,scegliendoci come tua famiglia.
Grazie gigi.Per sempre.

Commento da Facebook
2 anni fa

😢❤❤❤❤❤

Antonello F.
2 anni fa

ho avuto la fortuna di vedere Riva nell’anno dello scudetto mio padre mi portò allo stadio più di una volta con grandi sacrifici poiché abitiamo nella provincia di Sassari e sto’ provando un dolore immenso. GRAZIE DI TUTTO SARAI SEMPRE NEL MIO CUORE ❤️ RIPOSA IN PACE GRANDE CAMPIONE NONCHÉ GRANDE UOMO 😭😭

2 anni fa

Qualcuno mi prenderà per matto. Mi sono messo in fila ieri mattina alla Unipol ma poi non ce l’ho fatta. Troppa commozione, troppe lacrime, ero devastato, temevo di crollare. Me ne sono tornato a casa. Gigi me lo aveva fatto amare mio padre, scomparso nel 2022, mi aveva trasmesso lo stesso amore viscerale ed orgoglioso che provava lui. Per questo la scomparsa di Riva è diventata per me la chiusura di un cerchio perfetto di dolore,.. babbo lo abbraccerà sicuramente in cielo. Scusate lo sfogo.

Victor
2 anni fa
Reply to  Pavo94

😔😪❤💙🙏

Atlantis
2 anni fa
Reply to  Pavo94

Ti capisco. Sono un emigrato. Ho visto quella fila, non ho retto l’emozione e sono scoppiato in lacrime

Atlantis
2 anni fa

Guardaci, mondo….e impara dai sardi cosa è l’amore!

2 anni fa
Reply to  Atlantis

❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤

Bruno Dessì alias Fogusabbruxidi
2 anni fa

❤❤❤❤❤👍

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