Ricordo di un personaggio (e una persona) che mancherà terribilmente all’ambiente di un calcio che somiglia sempre più a un altro sport
Si potranno spendere tante parole su Carletto Mazzone, ma poche riuscirebbero a rendere davvero l’idea di che tipo di persona fosse, prima ancora del personaggio che rappresentava. Mazzone era incontestabilmente ‘vero’. Uno di quelli che ti fanno amare ciò che fa, perché a uno così il rispetto è dovuto già al primo sguardo.
Sul campo non ha vinto granché, ma è sicuro che verrà ricordato più lui che tanti pseudo allenatori vincenti. Aveva una sola parola, e già questo nel calcio di oggi lo renderebbe un marziano. Così come aveva sempre la battuta pronta, come ogni buon ‘romanaccio’ che si rispetti. Al Cagliari, in particolare, ha dato molto, ma molto ha anche ricevuto. Prima di accettare la proposta di Massimo Cellino arrivava da un periodo non troppo esaltante, in cui era stato messo un po’ in disparte. Da lì è poi ripartito, riuscendo a coronare il grande sogno di allenare la sua amata Roma.
Sapeva preparare le partite come pochi: per il Cagliari ora si avvicina la partita di Torino, che domani scenderà in campo per affrontare una sfida piuttosto complicata. Il suo allievo Claudio Ranieri sa come si prepara questo tipo di gare. Lui, Carletto, l’avrebbe etichettata con un semplicissimo ma significativo ‘ ’Na partitaccia’.
Ciao, Carletto. Il tuo ricordo vivrà per sempre nel cuore di chi ama per davvero questo sport.



Hanno gettato via lo stampo di persone come Carletto “er magara”. Non potrà che mancarci e lasciarci qualche sorriso tutte le volte che lo ripenseremo in panchina o davanti ad un cronista sbigottito dalle sue risposte a fine partita..
Un altro pezzo di un epoca che non tornerà…le partite tutte di domenica pomeriggio ad accompagnare il dopo pranzo…il Cagliari in casa al S.Elia era un calderone dove tutte le squadre ospiti tremavano…il 90mo minuto alle 6 e mezza con Paolo Valenti e gli inviati storici della Rai…il calcio giocato con la voglia di fare gol e non di apparire in vetrina come manichini imbalsamati…bah…
FC sempri
Le scarpette nere, le maglie da 1 a 11, niente sponsor appiccicati ovunque, niente var, niente social o algoritmi, niente sky o dazn, tutte le partite nel primo pomeriggio.
Novantesimo e tutto il calcio…
Niente urla, veline o chissà cosa, ma grandi professionisti che ne sapevano, sempre eleganti e garbati.
Se ripenso a quei tempi, mi prende una tristezza totale e infinita.
No nessuna malinconia nessuna tristezza. Dobbiamo essere felici di aver vissuto quel periodo casomai. Abbiamo vissuto dei tempi dove alcuni valori erano importantissimi e dobbiamo essere felici di averli vissuti. I tempi cambiano. Io ho fatto il possibile per trasmettere ai miei figli i valori dei loro nonni, i miei valori. Mi è andata bene, ho una figlia ed un figlio di cui sono fiero. Bisogna però anche adeguarsi ai tempi, capire le novità, ogni epoca ha le sue cose belle, bisogna coglierle. Ciao buonanotte, e non dimenticarti di salutarmi tua zia.❤️💙
Sei saggio ed hai ragione, sono io che non sono soddisfatto del mio presente, e provo grande nostalgia per il passato.
Ma tant’è.
La zia ricambia e ti abbraccia. ❤️💙
So che sono questioni personali e non è certo questo il luogo per parlarne approfonditamente. Però lo sai che sei mio fratello Rossoblù e mi viene da farti questa domanda alla quale potrai non rispondere per giusta riservatezza oppure rispondere in maniera molto generica. Perché non sei soddisfatto del tuo presente?
Niente che si possa scrivere qui, ma niente che non si possa risolvere ❤️💙
…per questo vedere Viola caracollare coii suoi scarpini rigorosamente neri mi riporta al calcio di quegli anni….
Anche io, quasi inconsciamente è la prima cosa che noto 🤟
Se mi ricordo cosa lui ha fatto per il Cagliari non posso che ringraziarlo e augurargli che esista davvero un aldilà dove insegnare il calcio agli angeli!!! Buon viaggio MAESTRO!!!