Gianpaolo Montesano, ex attaccante del Cagliari a metà anni Ottanta, compie oggi 65 anni: una sua intervista inedita, mai pubblicata, realizzata 7 anni fa e relativa al periodo rossoblù
(Nella foto di copertina: Montesano nel Cagliari 1985-86, terzo accosciato da destra)
Gianpaolo Montesano, massese di Aulla classe 1958, è stato un’ala funambolica e temuta dai terzini di turno. Passò anche per Cagliari, tra il 1985 e il 1987, dopo aver assaggiato la Serie A con l’Udinese di Zico. Biennio rossoblù in un periodo storico molto complicato, in cui la compagine sarda viveva grandi difficoltà tecniche e societarie. Oggi è un pensionato, che dopo la carriera da calciatore ha lavorato per tanti anni ancora nel settore a livello giovanile in Lombardia, prima di aprire un’edicola-tabaccheria con la moglie Giovanna sul Lago Maggiore. Nel 2017, chi scrive realizzò un’intervista esclusiva con Montesano rimasta inedita fino a oggi: ecco la parte relativa all’esperienza cagliaritana.
Gianpaolo, parliamo della tua esperienza a Cagliari, che ebbe inizio nell’estate 1985.
“Cagliari è un paradiso per i calciatori: peccato essere arrivato in un momento difficile della società rossoblù. Sono stati due anni complicati, con qualche soddisfazione come il raggiungimento della semifinale di Coppa Italia. Con Gigi Riva litigavo un giorno sì e uno no, avevamo vedute differenti sulle cose però siamo rimasti buoni amici. Il suo carattere forte poteva mettere in difficoltà chiunque“.
In quel periodo storico, la società non versava in condizioni rassicuranti.
“Moi? Mai visto. Una meteora. Negli ultimi tempi della mia militanza conobbi Tonino Orrù: ci seguiva, persona perbene e competente. Dal punto di vista della guida tecnica, un autentico paradosso: tutta la vita Giagnoni, invece Ulivieri è diventato numero uno degli allenatori a Coverciano. Misteri del calcio…“.
Se ti chiedessi di ricordare una persona in particolare, relativamente al periodo da giocatore del Cagliari, chi menzioneresti?
“Prima ho citato Riva, un campione amato da tutti i sardi. Ma il mio idolo era Nenè: veniva al campo d’allenamento, a bordo della sua Fiat Cinquecento. Sempre sorridente. Sono ancora in contatto con parecchi compagni del passato, tra cui Gigi Piras“.
(Intervista realizzata il 13 gennaio 2016)
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grande talento peccato che non vedesse la porta
Forza Varese ( e pure forza Cagliari)
Buona vita dal Lago Maggiore
A quel tempo vincere col Bari era impresa vera perche’ la societa’ era della famiglia Matarrese e uno dei fratelli era a capo del calcio in Italia, ragion per cui gli arbitri sapevano in che direzione fischiare. Montesano pero’ fece un paio di scherzetti niente male ai baresi e quelle vittorie furono epiche come spesso capita con gli amici pugliesi
Giampaolo tantissimi auguri un abbraccio a tutti
Individualmente la squadra era molto forte, basta pensare allo stesso Montesano, Bergamaschi ( giocatore dal tiro impressionante) Occhipinti, Bernardini, Sorrentino ecc ecc. Mancava la chimica di squadra e li la guida tecnica e la stessa società avevano delle responsabilità
Montesano, grande giocatore e grandissimo attore
Ma è vero che brucia la Sartegna?
Si, come il tuo coolo tutto l’anno
Montesano nn ha mai fatto la differenza ….nn aveva tanta voglia di correre …
In quel periodo ero abbonato in curva sud e ricordo bene quel Cagliari. Gran parte degli schemi erano incentrati su Montesano che una volta ricevuta palla doveva saltare l’uomo e crossare al centro.
Mister del calcio scommesse??