L’imprenditore del residence Il Borgo di Porto Corallo Angelo Cogliolo ha esposto le dinamiche del suo settore. Rievocando il forte legame della sua famiglia con il Cagliari Calcio: scopriamolo, nell’intervista rilasciata alla redazione di CalcioCasteddu
Buongiorno, signor Cogliolo. Qual è il “termometro” del suo settore di competenza, considerando i numeri post Covid-19?
“Il post pandemia ha visto fortunatamente un aumento delle prenotazioni, anche se purtroppo non si è ancora tornati sui livelli pre Covid-19. Nei mesi di maggio e giugno solitamente lavoriamo con i residenti, però l’aspetto climatico non ha aiutato. Va sottolineato che incide tantissimo il caro trasporti per supportare il turismo dei non residenti: basti pensare che si pareggia, in molti casi, il costo del servizio che offre la struttura per la permanenza in vacanza con quello per poter sbarcare nell’Isola“.
Nonostante i costi proibitivi che ha sottolineato, i numeri sono incoraggianti?
“Abbiamo cercato di ammorbidire queste problematiche affiliandoci a un tour operator, allo scopo di garantire delle tariffe scontate per i clienti, che hanno ringraziato: la Sardegna non può essere considerata una meta da turismo di lusso a prescindere, piuttosto una destinazione accessibile. La mancanza di servizi, anche a livello locale – ad esempio l’assenza di una guardia medica o di uno sportello bancomat nella zona dove opero – incidono. Però, confrontandomi con diversi miei colleghi, le previsioni per la stagione estiva sono ottimistiche con un 5% circa di aumento delle prenotazioni rispetto al 2022. Segnalo pure la difficoltà nel trovare del personale per lavorare nelle strutture“.
Cogliolo, se si pensa alle vicende storiche del Cagliari, non può essere un cognome qualsiasi: c’è un collegamento oppure si tratta di semplice omonimia?
“Sono figlio di Carlo Cogliolo, uno degli imprenditori che contribuirono a salvare il Cagliari nel 1986 con Sarritzu, Caria, Demontis, Simonetti e i fratelli Orrù: questi ultimi ricevettero in regalo le quote degli altri azionisti e da lì iniziò la risalita rossoblù. Mio padre è tifosissimo del Cagliari, fin da bambino. Lo è ancora oggi, a 88 anni. Si mise in società nel settore edile con Fausto Moi, il quale acquisì le quote del Cagliari da Amarugi. Moi, con una scriteriata gestione, ha rischiato di far fallire il club. Il risanamento della società l’ho vissuto in pieno: anni non positivi, da giovanissimo tifoso che aveva iniziato a seguire la squadra dal 1977 e che ascoltava sovente in casa i discorsi che riguardavano il club“.
Come la chiusura di un cerchio: dalla rinascita del Cagliari di quegli anni con Ranieri in panchina, all’incredibile promozione in Serie A appena festeggiata sempre con il tecnico romano.
“Spero che questo cerchio non sia chiuso e possa regalarci ancora tante gioie, sotto la gestione di Claudio Ranieri. Il gol di Pavoletti a Bari è stato un’emozione fortissima, una gioia indescrivibile, forse paragonabile a uno Scudetto vinto da una grande squadra. Sarebbe bello tornare a lottare per qualcosa, per un trofeo o un’avventura europea: c’è stato quel momento bellissimo con Maran in panchina pochi anni fa, in cui sognammo per un po’ di rinverdire il passato. Il Cagliari, a certi livelli come la Serie A, ha il potere di attirare numerosi turisti proprio come accade a me nelle visite all’estero. Ricordo una famiglia di uruguaiani nella mia struttura: chiesi subito al capofamiglia se fosse a conoscenza della tradizione di giocatori uruguagi a Cagliari. Si illuminò, sciorinando i nomi di tutti i suoi connazionali passati dalla squadra rossoblù. Sintomo del fatto che il Cagliari sia conosciuto a ogni latitudine“.




Grandissimi Angelo e Carlo!!!!
Grande Gege
Credo che l’annata fosse 1985-86, perché nell’ 1986-87 Occhipinti era già andato via.
A memoria….cogliolo, Piras, Sorrentino, Valentini,giancamilli ?. Venturi, Mario Masci.
Domenico duri,pulga, Marco Marchi, maritozzi, Montesano, Occhipinti, Bernardini.
Dopo Valentini Luciano Miani dopo Marco Marchi Roberto Bergamaschi.Maritozzi era ricciolino mi sa
Bergamaschi, per quello che ricordo, era fortissimo. Nel Cagliari che retrocesse (incredibilmente in C) lui era uno dei più forti: quella squadra arrivò in semifinale di Coppa Italia eliminata solo dal Napoli di Maradona!
Tonyos c’erano giocatori fortissimi hai ragione.Oltre Roberto anche Montesano e Miani avevano classe.Purtroppo con la societa’assente era molto difficile poi esprimersi in campo.La porto nel cuore quella squadra e quegli anni difficili
Hai ragione per Bergamaschi, Roberto come me e Quagliozzi, ma penso che sbagli per Miani…
Rob vai a vedere una foto di Miani dell’epoca io son sicuro sia lui.Poi magari sbaglio.
Buongiorno a tutti .Chi di voi saprebbe dirmi chi e’ il signore con i baffi in piedi in maglia gialla?un saluto
Forse è Antonio Congiu allenatore in seconda?
altrimenti è Vincenzo Molinas preparatore atletico.
Ciao Murigu non mi sembrano loro troppo diversi…
👍 ,Congiu all,in seconda è quello che tiene la borsa.
Sembrerebbe il massagiatore Masci.
Esatto Mario Masci, massaggiatore, abitante di Poggio dei Pini
Buono a sapersi sapevo fosse Domenico Duri in quegli anni.Grazie Zappa grazie Rob
Domenico Duri è quello accosciato ed abitava in via del sole, stesso palazzo di Brugnera
Ciao Angelo, tuo padre insieme a Simonetti & cp ci salvarono dal fallimento!mi ricordo le riunioni che fecero nel villaggio dove abito , e le interminabili partite a tennis…avevo circa 12/14 anni, e tu poi sei diventato compagno di classe alle superiori!bei tempi
Ho vissuto quegli anni terribili. Per pochi punti ci siamo salvati dalla retrocessione in C2. Ho vissuto sotto la presidenza scriteriata di Amarugi e soprattutto Moi. In confronto a loro Giulini è un santo. Ci salvò ancora una volta Gigi Riva che non aveva certo tutti soldi per acquistare il Cagliari,mise parecchi soldi di tasca sua e coinvolse imprenditori sardi con pochi soldi ma tanto amore per il Cagliari. Mi fa ridere
chi paragona questi anni in cui abbiamo raggiunto salvezze sofferte
Siamo caduti due volte ma ci siamo subito rialzati. Siamo in serie A. Ai miei tempi per un pelo si è rischiata la serie C2. Abbiamo di nuovo Ranieri con noi. Pensatela come volete io sono semplicemente felice.
E se è per questo mi attiro gli insulti, come qualcuno mi ha scritto, ben vengano gli insulti. A me non fanno né caldo né freddo.
Bravo Francesco così si parla!
❤️💙
Infatti, chi ha paragonato Giulini a Moi o era in malafede o non ha conosciuto la gestione di quei “Presidenti”
Non è proprio così, Gigi Riva fu messo come presidente, ma i soldi li misero interamente la cordata di imprenditori sardi, tutti tifosissimi del Cagliari, come me, che ho ereditato simpatia per il Cagliari grazie al glorioso passato del mio lontano parente Eraldo Mancin
Ok, sicuramente ne sai più di me. In ogni caso la figura di Gigi come presidente fu una garanzia. Ricordo il tuo lontano parente, l’ho anche visto giocare. Appartiene ai mitici giocatori del Cagliari che portarono lo scudetto in Sardegna. Ti ringrazio della precisazione e ti saluto con tanto affetto forza a Cagliari❤️💙❤️💙