Le parole dell’ex tecnico in un’intervista rilasciata a Il Secolo XIX
Renzo Ulivieri ricorda i tempi con la Sampdoria, quando riuscì a ottenere la promozione in A dopo tanti anni di B.
“Si veniva da cinque anni di Serie B: fu una liberazione. La sera della promozione girai tutta la notte in macchina tra le strade di Genova per vedere i tifosi in festa. La nostra forza? Giocatori bravi che stavano bene insieme. In B devi sapere che il momento difficile arriva per forza, la differenza la fa la gestione, venirne fuori senza intaccare i valori e l’unità del gruppo, deve emergere l’animo da cooperativa”.
“Con il ritorno in A iniziò un’epoca irripetibile nel calcio moderno, ma spero che si possa tornare ai tempi in cui vincevano Sampdoria, Fiorentina, Cagliari, Verona”.
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Rimane un sogno, ma speriamo sia un auspicio quello di Ulivieri, realizzabile. Non se ne può più che a vincere siano sempre le strisciate (a parte il Napoli quest’anno ma erano più di vent’anni che vincevano sempre le solite 3), sarebbe bello che ogni tanto potesse vincere una squadra ben organizzata e non necessariamente la più ricca.
Lo scudetto della Sampdoria fu diverso da quello Cagliari Verona e della stessa Fiorentina. Mantovani era un presidente che butto’ nel calcio tantissimi quattrini. Proprio negli anni di Ulivieri con il diesse Borea poteva permettersi di rastrellare i migliori giovani d’italia. Vialli e Mancini non erano certo gli unici. Gli sfuggi’ solo Baggio che aveva praticamente gia’ preso
Il calcio di oggi e’ un business e certe favole credo siano irripetibili se non si cambia qualcosa.